Cooperazione internazionale

Primo incontro formativo sui diritti umani promosso da ANCI e dal CIDU del Ministero Esteri

Si è tenuto ieri in modalità on line il primo Programma di formazione sui Diritti Umani “L’impegno degli Enti locali sui diritti umani” promosso e organizzato da ANCI e dal Comitato Interministeriale dei Diritti Umani (CIDU) presso il MAECI. La prima giornata di formazione, in modalità web, ha registrato oltre 70 iscritti, con copertura dei principali comuni italiani. In questa prima giornata formativa, con carattere introduttivo, è stato affrontato il tema dei Difensori dei diritti umani e il ruolo degli Enti locali nella difesa e nella promozione dei Diritti. A questo primo appuntamento seguiranno altri 5 seminari sempre organizzati online e suddivisi in diverse e specifiche tematiche: 10 gennaio sulla Convenzione ONU per l’eliminazione della discriminazione razziale; il 24 gennaio sulla Convenzione ONU per l’eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti delle donne; il 7 febbraio sulla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza; il 21 febbraio sulla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e il 7 marzo sulla Convenzione contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, inumani e degradanti ed il Patto internazionale sui diritti civili e politici.
Ad aprire i lavori, il Presidente Fabrizio Petri del Comitato Interministeriale per i Diritti Umani che ha rivolto un saluto di benvenuto e incoraggiato la partecipazione esprimendo soddisfazione per questa prima esperienza in collaborazione con ANCI.
A seguire, l’intervento di Antonio Ragonesi, responsabile Area Relazioni Internazionali, sicurezza, legalità e Diritti civili in ANCI, sull’impegno dei comuni e degli enti territoriali nella tutela e promozione dei diritti umani, nonché sulla creazione di un network di città impegnate sul tema. A questo, afferma, si riconduce inevitabilmente il tema dell’Educazione alla Cittadinanza Globale, di cui ANCI e AICS (l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo), hanno attivato un bando dal titolo “Iniziative di sensibilizzazione ed educazione alla cittadinanza globale (ECG) proposte da Enti Territoriali e Organizzazioni della Società Civile e soggetti senza finalità di lucro”.
La necessità è quella di mantenere uno sguardo aperto alla globalità, investendo direttamente il cittadino di responsabilità e dovere nell’impegno quotidiano sul tema. Il programma di formazione sui diritti umani, con il suo carattere globale, mira proprio a questo: a contribuire allo sviluppo globale sul tema della tutela dei diritti umani a partire dall’esperienze e dalle azioni locali. Ricorda poi degli obiettivi del percorso formativo rivolto al personale e ai dipendenti degli Enti locali, oltre che ai referenti degli Enti del Terzo Settore, che sono quelli di condividere le buone pratiche già in essere sul tema della tutela e della protezione dei diritti umani, di fornire strumenti teorici e pratici con il fine di realizzare programmi e servizi volti alla promozione e tutela dei diritti umani e, aspetto fondamentale, di costruire una Rete delle città impegnate sul tema.
Inoltre, sui “Contributi per gli enti territoriali: la rete delle organizzazioni non governative italiane”, con l’intervento della dott.ssa Barbara Terenzi, Comitato Promozione e Tutale Diritti Umani e della dott.ssa Chiara Sighele, del Centro di Cooperazione Internazionale di Trento, Rete IN DIFESA DI, che racconta l’esperienza della Rete tra Padova e Trento, frutto di una serie di relazioni costruite e attivate nel tempo. Slides 1 Slides 2
A terminare i lavori, l’Assessore del Comune di Padova, la dott.ssa Francesca Benciolini, che riporta l’esperienza significativa delle città rifugio dei Difensori e la temporary relocation come città rifugio, di cui il suo comune è esempio di buona pratica e prima a livello nazionale. “Preparazione e formazione- afferma- sono gli elementi indispensabili per attivare programmi con esperienza positiva come quelli delle Città Rifugio, e poi, definirle concretamente attraverso lo svolgimento delle singole attività”.
I lavori terminano con un momento di confronto in cui si risponde alla domanda originaria, ovvero “perché fare formazione ai comuni sui diritti umani?”. La risposta alla quale si giunge è che ciascun individuo, ciascuna associazione, e gli enti a tutti i livelli sono responsabili, ovunque nel mondo, della missione di tutela e promozione dei diritti umani.