Pari opportunità

Inclusione, parità di genere e nuova narrazione urbana contro le discriminazioni. Il caso di Napoli

La città di Napoli è impegnata in una serie di misure e di interventi per promuove una cultura dell’accoglienza e dell’inclusione per combattere contro stereotipi e violenza di genere. E lo fa puntando sulla collaborazione con i cittadini e le nuove generazioni per costruire assieme una nuova narrazione urbana che non alimenti odio e discriminazioni. Abbiamo intervistato l’assessora alle pari opportunità, libertà civili e salute del Comune di Napoli Lucia Francesca Menna che ci ha raccontato progetti e azioni realizzate dal dall’amministrazione locale a sostegno delle donne. E non solo.

Il contrasto della violenza di genere e degli stereotipi richiede un cambio di passo culturale. In questo senso quanto è importante la collaborazione con i cittadini e con i più giovani?
E’ fondamentale collaborare con i cittadini e con le nuove generazioni in particolare perché è un lavoro che va fatto in tutte le direzioni. Bisogna operare sia in direzione della persona che nell’ambito collettivo. Nel primo caso bisogna lavorare con le scuole e le Istituzioni che aiutino a costruire una maggiore consapevolezza delle proprie emozioni, dei sentimenti e delle dinamiche di relazione, ma anche impegnarsi ad operare nell’ambito delle discriminazioni sociali che riguardino sia il lavoro, che l’ambito economico e culturale in generale.

Napoli intitolerà tre strade della città ad altrettante donne che si sono distinte per il loro impegno in difesa di diritti fondamentali. Che significato riveste declinare al femminile strade e luoghi pubblici?
Intitolare luoghi della città alle donne ha un significato, per me importante, perché contribuisce a cambiare la “narrazione urbana” della città. Le intitolazioni sono testimonianze storiche che accendono i riflettori sulla vita di queste donne contribuendo a conservarne la memoria e a stimolare la ricerca del loro operato.

Quando si parla di garantire pari opportunità fondamentale diventa l’aspetto del lavoro femminile. Qual è l’impegno dell’amministrazione su questo versante?
Abbiamo applicato l’iniziativa del “Lavoro Agile” che per il momento è in via sperimentale ma ha avuto un grande successo per cui passerà a regime al più presto. Con il contributo di donne del sindacato stiamo lavorando ad un’azione per garantire il lavoro alle donne vittime di violenza.

Napoli vuole accendere i riflettori anche sulla condizione delle persone transessuali per una città più inclusiva. Che iniziative avete messo in campo? Ci sono altri esempi di Comuni che si avvicinano all’esperienza della sua città?
Napoli sta lavorando ad assegnare una sede nel centro della zona di Posillipo, quartiere Chiaia, per testimoniare concretamente la volontà di inclusione, inoltre stiamo lavorando all’assegnazione di alloggi da destinare a persone transessuali anziane. Bologna sicuramente ha un’ottima politica verso la comunità transessuale.

Che messaggio vuole lanciare in occasione dell’8 marzo?
Vorrei lanciare un messaggio di incoraggiamento alla consapevolezza della diversità. Mi piacerebbe che le donne tutte si riappropriassero del diritto ad essere diverse, capendo innanzitutto che significa esserlo, sperimentandolo nel profondo per poi avere la forza, la determinazione ed il coraggio di affermarlo tutte insieme nei linguaggi, nei gesti e nelle modalità di relazionarsi nel mondo del lavoro, nel sociale ma anche nella vita privata.

(photo credits: profilo Facebook )

Articolo presente in:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *