#MissioneItalia 2022 - La voce dei sindaci

Salvemini: “Le misure per transizione ecologica opportunità per ammodernare ciclo rifiuti”

“Gli obiettivi dell’economia circolare se coerenti assegnano al pubblico un ruolo fondamentale che non è freno ma opportunità” Così Carlo Salvemini, sindaco di Lecce e delegato Anci ai rifiuti nel intervenendo alla prima tavola rotonda “”Le misure per i Comuni per la transizione ecologica e missione verde” alla seconda giornata di lavori di “Missione Italia – 2021/2026 il PNRR dei Comuni e delle Città”, l’evento Anci che vede la partecipazione di tutti gli attori istituzionali, economici e sociali coinvolti nell’attuazione in Italia del piano Next Generation Eu.
Ammettendo che i “nostri sistemi di raccolta non sempre a norma”, considera le misure per la transizione ecologica una grande “opportunità per ammodernare il nostro ciclo di rifiuti coerente con l’economia circolare” e che “garantisce impatti positivi sulle bollette dei cittadini riducendo di circa il 4% delle emissioni di gas serra così da consentire un allineamento con gli standard europei entro il 2025”.
Da parte sua Salvatore Fuda, sindaco di Gioiosa Ionica evidenzia come “la collaborazione sinergica tra i Comuni consente di costruire percorsi virtuosi finalizzati alla realizzazione di impianti per una maggiore autonomia” e ricorda come negli ultimi due anni proprio grazie al lavoro di squadra dei territori calabresi si sia riusciti a recuperare terreno rispetto ai debiti verso la Regione. Il tutto anche grazie ad un affiancamento con Conai che, ha ricordato “ci sta dando una mano per dotarci di strategia e progetti”.
Sempre in tema di impianti il Comune di Roma rappresentato dall’assessora all’Agricoltura, Ambiente e ciclo rifiuti, ha riferito come  “negli ultimi anni abbiamo subito la chiusura di Malagrotta che ha creato molti danni. Di conseguenza, molti rifiuti rimangono a terra. Il Pnrr può aiutarci ad affrontare con successo il problema. Ecco perché abbiamo partecipato con diversi progetti al Pnrr. Uno per tutti, la creazione di circa 30 centri di raccolta dei rifiuti suddivisi per circoscrizioni.
“I poteri affidati al sindaco come commissario straordinario fanno ben sperare – ha proseguito Alfonsi – soprattutto per il potenziamento della raccolta differenziata. Ovviamente, il termovalorizzatore è un passaggio obbligato. Purtroppo, Roma si è trovata con le porte chiuse da Parte della Regione e anche da parte dei Comuni metropolitani in termini di accoglienza dei rifiuti prodotti. Anche a questo atteggiamento si devono i forti ritardi della città nella gestione complessiva del loro ciclo”.
Decisamente dinamica la realtà di Arezzo illustrata dal suo sindaco Alessandro Ghinelli. “Arezzo è città di 100mila abitanti che detiene la maggioranza di un termovalorizzatore, recentemente modificato e potenziato. A questa struttura vogliamo aggiungere un altro impianto per il trattamento della frazione organica in grado di produrre biometano, i cui proventi intendiamo restituire ai cittadini in termini economici, in piena sintonia con il concetto dell’economia circolare. Inoltre, abbiamo fatto un accordo con la Coldiretti per smaltire le potature degli olivi in maniera ecosostenibile”. Progetti e interventi che il Comune toscano ha realizzato e messo in cantiere per migliorare complessivamente la gestione del ciclo dei rifiuti della città.
Nel suo intervento il vice vicesegretario generale dell’ANCI, Stefania Dota ha ribadito la forte preoccupazione dei Comuni su due emendamenti al Dl Concorrenza che rischiano da un lato di compromettere una gestione integrata del servizio integrato dei rifiuti e dall’altro di arrecare un grave danno ai bilanci dei Comuni. Nello specifico un emendamento prevede uno spacchettamento del servizio integrato con la previsione di rendere obbligatoriamente disponibili sul mercato le attività di recupero e smaltimento, erogabili in regime di libero mercato. “Da uno studio pubblicato dall’Università Bocconi – ha spiegato – emerge che il servizio sui rifiuti più integrato e più si abbassano i costi e migliora la qualità del servizio. Non è con l’affidamento diretto con gara che si migliora l’attività di recupero. Come Associazione – ha concluso – non siamo contrari al mercato ma ci interessa solo la tutela del servizio e degli interessi delle comunità locali coinvolte dal servizio”.