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Conai e Coripet e i Comuni per incentivare il riciclo, GSE per la transizione ecologica e digitale

“Dopo 25 anni di Conai, possiamo affermare che l’Italia va molto bene in termini di riciclo dei rifiuti di imballaggio, ma esiste un forte divario fra Nord e Mezzogiorno: al Sud, per fare solo un esempio, mancano 165 impianti per la gestione dei rifiuti”. Così il Presidente di Conai Luca Ruini, che ha indicato nel PNRR l’occasione per colmare questo gap. “CONAI e ANCI – ha detto – hanno per questo supportato i Comuni di alcune regioni del Sud a presentare nei tempi progetti finanziabili con i fondi in arrivo con il PNRR. Una collaborazione fra pubblico e privato che si è dimostrata estremamente efficace. Per creare progetti finanziabili con i fondi del Piano servono le competenze. CONAI e ANCI le hanno, e le hanno messe a disposizione dei Comuni: nei mesi scorsi abbiamo aiutato 189 Comuni di Campania, Calabria, Puglia e Sicilia a presentare 1.775 soluzioni progettuali per un valore di 115 milioni”.
La sfida di Coripet, il consorzio volontario riconosciuto dal Ministero dell’Ambiente, è raccogliere e riciclare le bottiglie in PET immesse sul mercato dalle aziende produttrici consorziate. Il Presidente di Coripet Corrado Dentis ha illustrato la direttiva SUP che delinea un nuovo modello e lo fa partendo dalle bottiglie in PET: obbligo del contenuto minimo di riciclato per poter “circolare”: 25% a partire dal 2025, 30% a partire dal 2030. Sempre la SUP prevede elevati e sfidanti obiettivi di “raccolta differenziata per il riciclaggio”, ossia il 77% entro il 2025 e il 90% entro il 2029. Su questo nuovo modello si innestano le raccolte selettive e i processi di riciclo a ciclo chiuso, come il bottle to bottle. Il supporto fornito da Coripet ai Comuni sul bottle to bottle è il riconoscimento economico per i Comuni che attivino direttamente il flusso selettivo (420 €/t di corrispettivo riconosciuto da Coripet), l’installazione e gestione diretta eco-compattatori da parte di Coripet, senza costi per i Comuni e con dati sui quantitativi raccolti comunicati ai Comuni stessi e da questi conteggiabili nei propri obiettivi e il supporto tecnico ai Comuni per la scelta delle macchine da acquistare ai fini dell’accesso dei Comuni agli incentivi previsti dal decreto MITE c.d. “mangiaplastica”.
Andrea Ripa di Meana – Amministratore unico di GSE ha portato sul palco la missione del Gestore dei Servizi Energetici, il soggetto istituzionale preposto alla promozione e allo sviluppo delle fonti rinnovabili. “Il GSE è il soggetto pubblico che in Italia promuove la transizione ecologica, supportando i Comuni attraverso l’assistenza tecnica e la consulenza sulla gestione degli incentivi alle fonti rinnovabili e all’efficienza energetica”, ha spiegato. “Per perseguire questo obiettivo stiamo lavorando con ANCI per la definizione delle Linee guida sulle Comunità energetiche rinnovabili, affinché tutti i Comuni possano attivarsi, soprattutto ora che il PNRR ha messo a disposizione 2,2 miliardi di euro per la costituzione di CER nei Comuni sotto i 5.000 abitanti”, ha poi proseguito. “Per far sì che i Comuni sfruttino tutte le opportunità in essere, negli ultimi 3 anni abbiamo formato 40mila tra funzionari comunali e tecnici che si occupano di riqualificazione energetica degli edifici pubblici. Soltanto nell’ultimo anno, attraverso i webinar, il GSE ne ha formati oltre 12mila”, ha concluso Ripa di Meana.