• Novembre 20, 2019
di Redazione Anci

#Anci2019

Città ed Europa. I sindaci puntano l’attenzione su programmazione e giovani

Città ed Europa sono al centro della percezione dei giovani che guardano ad un modello aperto e condiviso con attenzione ai temi dell’uguaglianza, della coesione e dei diritti. Il secondo panel della XXXVI Assemblea Anci “Verso un’Europa delle Città”. Scarica l'indagine SWG
Città ed Europa. I sindaci puntano l’attenzione su programmazione e giovani

*Federica Demaria, Angela Gallo, Giuseppe Pellicanò

AREZZO – Città ed Europa sono al centro della percezione dei giovani che guardano ad un modello di crescita che non  sia centrato solo sul profitto ma punti sull’uguaglianza, la coesione sociale e la tutela dei diritti.
Di questo si è parlato nel secondo panel della XXXVI Assemblea Anci “Verso un’Europa delle Città” nel corso del quale è stata presentata l’indagine SWG “I giovani e l’Europa”.
“Questo Paese ha bisogno di un cambio radicale ed è normale che i giovani credano solo nel cambiamento: serve una scossa e questa non può che arrivare dalla partecipazione ad una comunità allargata”, ha detto il sindaco di Milano Giuseppe Sala.
“Il successo di Milano – ha proseguito – nasce dalla visione di una città aperta e internazionale con i sacrifici fatti per le politiche attive di accoglienza, ma anche coi benefici di una logica non richiusa su sé stessa”. Per questo, Sala rivolge un appello ai suoi colleghi: “Dobbiamo avere il coraggio di uscire dalle richieste, pur legittime, ma contingenti come quella dello sblocco dei crediti. Dobbiamo guardare al futuro partendo dalle nostre conoscenze e competenze: è il momento di farsi sentire”, ha concluso.
“Come sindaco della città metropolitana ho fatto una battaglia per svincolare 400 milioni di euro, ma una volta ottenute queste risorse non le ho distribuite dall’alto, ho invece coinvolto tutti i 92 sindaci metropolitani per un piano strategico approvato da tutte le forze politiche”, ha ricordato il sindaco di Napoli Luigi de Magistris nel suo intervento.
“Grazie a questa operazione istituzionale abbiamo approvato un piano da 300 milioni per opere pubbliche, infrastrutture e difesa dell’ambiente. Questo – ha sottolineato il sindaco partenopeo – ha consentito di creare coesione sociale nei territori. E’ questo il Sud in cui credo, questa è la vera autonomia territoriale da cui ripartire, questa l’autonomia che ci piace, altro che regionalismo differenziato”, ha concluso.
Da parte sua il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà ha denunciato come “il Sud non sta solo morendo ma si sta desertificando sempre di più: dalla mia città negli ultimi cinque anni sono andati via 5mila cittadini, soprattutto tra le nuove generazioni che non vedono spiragli lavorativi e che partono puntando soprattutto su un posto nella pubblica amministrazione”.
Per Falcomatà “questo problema non si risolve solo creando le condizioni perché le aziende possano investire nei territori, ma investendo soprattutto sull’unico datore di lavoro al Sud, la pubblica amministrazione appunto. Questo compito – ha spiegato – non spetta alla politica con la p minuscola che dà lavoro sfruttando magari le clientele, ma alla politica con la P maiuscola che dà alle amministrazioni le risorse per poter fare i concorsi ed assumere. Solo in questo modo – ha concluso – riusciremo a liberare i nostri giovani dal bisogno sottraendoli dall’abbraccio prima mellifluo e poi mortale della criminalità organizzata”.
“Nelle città non si fa pianificazione strategica – ha rimarcato il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi – la politica oggi ha un respiro breve, non c’è no sguardo lungo sulle nostre città.
“Dobbiamo rompere gli schemi – ha aggiunto – imparando ad interpretare il cambiamento per poter pianificare l’azione sui nostri territori. Chiediamo che i Comuni abbiano realmente autonomia fiscale, organizzativa e di investimento prevedendo anche un’Agenda urbana per guardare concretamente alle sfide future perché i nostri giovani non abbandonino i nostri territori. Per questo dobbiamo promuovere gli enti locali come prevede la nostra Costituzione”.
“Dobbiamo decidere di dare valore alla frase ‘le cose si costruiscono dal basso’ e dobbiamo lavorare affinché i territori siano protagonisti”, ha sottolineato Virginio Merola, sindaco di Bologna invitando gli amministratori e il governo a “prendere sul serio la parola autonomia”.
Un’autonomia rivendicata anche dal presidente del Consiglio Nazionale Anci, Enzo Bianco. “I sindaci – ha detto – devono essere messi nelle condizioni di svolgere il proprio mandato fatto di grandi responsabilità” e guardando all’Europa ha ricordato non solo la grande attività svolta dalla delegazione italiana al Comitato delle Regioni ma anche l’importante lavoro che sottende alla Carta di Agrigento, il documento sottoscritto ad aprile nella città dei Templi e approdata nelle scorse settimane a Bruxelles e che valorizza i beni culturali, come fattore di crescita. Un documento che punta allo sviluppo di iniziative per la promozione dei territori, in particolare dal punto di vista turistico.
Infine, da parte del mondo delle imprese la richiesta al governo di “coraggio e programmazione per dare ai cittadini una chiara visione del futuro e per facilitare investimenti anche dall’estero”, ha concluso Stefano Sordelli, direttore Future Mobility Volkswagen.

Leggi gli interventi del primo panel

Leggi il dibattito dei sindaci con Cassa Depositi e Prestiti


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