Accoglienza Ucraina

Biffoni: “Necessario fondo da 230 milioni per i minori e rafforzamento rete Sai”

“Occorre essere efficaci nell’accoglienza dei cittadini ucraini senza andare in tilt come sistema dei Comuni. L’emergenza in corso vede un flusso di donne, anziani e bambini, categorie tutte particolarmente vulnerabili ed è difficile che ci sia uno scenario di breve durata”. È quanto ha rimarcato il delegato dell’Anci all’immigrazione e sindaco di Prato, Matteo Biffoni nel corso dell’audizione informale presso le Commissioni riunite Affari costituzionali e Affari sociali della Camera sull’accoglienza dei profughi ucraini.
L’Anci ha rappresentato una serie di osservazioni specifiche a Governo e Protezione Civile, oggetto di emendamenti ai due decreti: le osservazioni riguardano in particolare “l’ampliamento della rete Sai (Sistema Accoglienza Integrazione)”, allo stato attuale “largamente insufficiente”. “I pochi posti che avevamo disponibili – ha proseguito Biffoni – sono stati subito messi a disposizione per i cittadini ucraini, circa 450 posti. Abbiamo chiesto che la rete venisse immediatamente ampliata anche con meccanismi in deroga che potessero accelerare una concreta attivazione e fruibilità dei posti. Nello stesso tempo chiediamo che si possa superare l’idea dell’esclusività dell’accoglienza ai cittadini afgani e ucraini perché oltre alla crisi dell’Ucraina e dell’Afghanistan, siamo chiamati a far fronte agli ordinari arrivi sui nostri territori.
E’ stato deciso di finanziare 4.350 posti per le categorie ordinarie da dedicare ai profughi ucraini, suddivisi tra ampliamenti di progetti già attivi e ingresso in Rete di nuovi progetti. Per i primi sappiamo, dalle rilevazioni Anci, che le risposte dei Comuni sono andate ben oltre i posti finanziati; per i secondi attendiamo la chiusura del relativo avviso. Inoltre, abbiamo chiesto il finanziamento di ulteriori 3.000 posti Sai da destinare a situazioni complesse: 2 mila per minori stranieri non accompagnati e mille per persone con disagio psicologico, o fragilità che richiedono assistenza sanitaria”.
Per quanto riguarda la presa in carico dei minori stranieri non accompagnati, – ha aggiunto il delegato dell’Anci –  “abbiamo chiesto un fondo straordinario”, stimando un impegno complessivo fino a fine anno intorno ai 230 milioni di euro. “Almeno per questa categoria chiediamo il ristoro completo, perché la spesa media per questi minori è di circa 120 euro al giorno, in considerazione anche della loro età di arrivo sul nostro territorio che, a differenza del flusso ordinario, è significativamente inferiore ai 14 anni. Questo comporta costi giornalieri molto più elevati e molto più prolungati”.
L’Anci ha anche sollecitato l’attivazione di un fondo per il rafforzamento dei servizi sociali dei Comuni, che “si faranno carico della situazione, ma abbiamo bisogno di aiuto. L’ospitalità presso privati cittadini ucraini – ha ricordato Biffoni – rimane di gran lunga prevalente, con tutti i pregi ma anche i limiti dello spontaneismo. Ci sarà la necessità che questa forma di accoglienza sia corroborata dal pubblico, per essere accompagnata dai servizio sociali affinché ci sia sostenibilità nel tempo, altrimenti le famiglie da sole non ce la fanno”.
Rispetto invece alla questione delle “ulteriori forme di accoglienza” previste dl n. 21/2022, che attiva 15.000 posti di accoglienza a convenzione diretta tra Protezione civile ed Enti di Terzo settore, Biffoni ha chiarito infine che “l’attivazione di queste ulteriori forme di accoglienza non può comportare oneri amministrativi, finanziari e responsabilità a carico dei Comuni in considerazione dell’impegno straordinario che i Comuni stanno sostenendo”.