Unione Europea

Bianco: “Agenda Mediterraneo sia centrata su protezione diritti umani, ruolo di giovani e donne”

“La realizzazione di risultati tangibili attraverso la cooperazione è fondamentale per un futuro più prospero, equo, sostenibile e più sicuro per la regione del Mediterraneo. Gli enti locali e regionali possono essere i motori di uno sviluppo territoriale vicino alle persone, ma per realizzarlo non si può prescindere dalla protezione dei diritti umani: ciò che l’UE ha effettivamente fatto su questo tema, seppur positivo, non è ancora sufficiente”. Lo ha sottolineato il presidente del Consiglio nazionale Anci Enzo Bianco, intervenendo al meeting dei consigli nazionali del Movimento Europeo Internazionale di alcuni Paesi Ue (Italia, Portogallo, Spagna, Francia, Malta, Grecia, Cipro e Croazia) che si sta svolgendo a Roma sul tema del futuro dell’Europa.
Intervenendo ad una sessione dedicata alla Nuova Agenda per il Mediterraneo, il presidente del Cn Anci ha proposto di “istituire una cittadinanza mediterranea a favore di tutti i cittadini degli Stati extra UE membri del partenariato tra le due sponde del bacino marittimo, all’interno della quale siano compresi diritti e doveri di matrice egualitaria e antidiscriminatoria”. Ma allo stesso tempo ha posto l’accento sulla necessità di “avviare un processo di proclamazione di una Carta mediterranea dei diritti dell’uomo aperta alla firma dei membri del partenariato, o, in alternativa, di applicare extraterritorialmente ai cittadini di paesi extra UE che sono membri del partenariato la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea”.
Secondo Bianco, però, la stabilità e lo sviluppo socioeconomico della regione mediterranea presuppongono anche l’emancipazione delle donne e l’uguaglianza di genere, in termini di diritti e opportunità. Gli ostacoli alla loro partecipazione attiva alla politica devono essere affrontati, e ogni barriera legale e di altro tipo alla partecipazione politica delle donne ai processi elettorali e alla rappresentanza nei risultati delle elezioni, comprese le posizioni di leadership, deve essere – ha rimarcato Bianco – eliminata per incoraggiare il rafforzamento di società inclusive”. Tuttavia, “la promozione del ruolo delle donne nella sfera politica pubblica deve andare di pari passo con una maggiore protezione rispetto alla violenza sessuale e domestica, il riconoscimento delle libertà civili e la fine del divario retributivo rispetto agli uomini”.
Altro tema chiave analizzato da Bianco è quello dei giovani che hanno un ruolo importantissimo insieme alle donne nella nuova Agenda mediterranea. “Dobbiamo tenere conto che quasi il 50 % della popolazione del vicinato meridionale ha meno di 25 anni. Per questo – è l’auspicio dell’esponente Anci – c’è bisogno di un contributo concreto all’imprenditorialità giovanile e alla creazione di un ecosistema locale favorevole all’imprenditorialità tramite, come ha fatto ARLEM, l’Assemblea istituita nel 2010 per dare voce agli enti locali e regionali dell’area mediterranea, che ha istituito il Premio “Giovane imprenditoria locale nel Mediterraneo”.
Infine, il tema del cambiamento climatico. “Il Mediterraneo, pur essendo l’area marina più colpita dal fenomeno del riscaldamento delle acque, ha un potenziale di sviluppo economico nel campo ambientale enorme: basti pensare – ha evidenziato – che nel 2016 la blue economy ha rappresentato l’1,3 % del PIL dell’UE”. Per questo Bianco si è detto convinto che “il disinquinamento e l’uso responsabile del Mar Mediterraneo non potranno che rappresentare un’ulteriore opportunità di sviluppo per tutti i paesi che vi si affacciano”.