#SGA2019

Lavoro, contrasto alla violenza e nuove cittadine: le proposte per un’Agenda dell’uguaglianza

* di Federica Demaria e Angela Gallo

BOLOGNA – “Quella di oggi è stata una giornata importante e ricca di input e siamo soddisfatte di aver portato a casa la terza edizione degli Stati generali delle amministratrici, un appuntamento voluto da Anci e al quale teniamo molto. Sono ancora pochissime le donne che rappresentano la popolazione nelle istituzioni anche locali: si tratta ormai di un esercito di competenza e di talenti che questo Paese non può fare a meno di sostenere e che hanno, nel corso del tempo, cambiato in meglio la qualità delle scelte delle pubbliche amministrazioni”. Così Simona Lembi, presidente Commissione Anci Pari Opportunità, Servizio civile, Politiche giovanili e Sport tirando le fila di una giornata dedicata alla parità di genere che ha registrato, tra gli altri, la partecipazione di tante donne amministratrici e degli interventi del presidente dell’Anci e sindaco di Bari Antonio Decaro e della Ministra per le pari opportunità Elena Bonetti.
“Anci – ha proseguito Lembi – si è riservata oggi di riunire questi talenti e di mettere insieme le basi per definire l’Agenda per l’uguaglianza e il contrasto alle discriminazioni sapendo che la questione della disuguaglianza è questione del nostro tempo e come tale ha bisogno di azioni pratiche per essere contrastata e costruire società in cui uomini e donne stiano meglio.
“Un’agenda – ha sottolineato – che presenteremo alla prossima Assemblea nazionale di Anci ad Arezzo e alla ministra Bonetti e che sarà fondata sulle suggestioni e le proposte concrete emerse nel corso del confronto delle amministratrici su tre direttrici: donne e lavoro, contrasto alla violenza contro donne e minori e al rapporto con le immigrate, perché siamo certi che quando si parla di eguaglianza debba valere un progetto per tutte e non solo per una parte.”
“Vogliamo proporre ad Anci di raccogliere le best practices delle amministrazioni perché sono tante e ognuna merita la sua visibilità cosicché possa essere da spunto di riflessione per ogni amministratrice”, ha detto Daria Colombo, delegata dal Sindaco di Milano alle Pari Opportunità che ha coordinato il tavolo di lavoro “Le donne e il lavoro, la cura e la conciliazione”.
Colombo ha rimarcato come nel corso del dibattito siano emersi due punti essenziali. “La prima discriminante nel mondo del lavoro passa dalla maternità. Dobbiamo andare in una direzione di riconoscimento sociale della maternità e del lavoro di cura in genere, visto che ancora oggi impedisce alle donne di esprimersi compiutamente nel mondo del lavoro”.
Un’altro elemento “è la sostituzione del termine conciliazione con condivisione, e anche qui servono azioni culturali per bypassare gli stereotipi presenti nel nostro Paese. Cambiamo quindi la cultura, impegnandoci tutti a mettere in atto azioni culturali che cambiano le teste per avere benefici in termini economici e contro la violenza di genere”.
“Le donne amministratrici, come ha detto la ministra Bonetti – ha ribadito Colombo – hanno una grande responsabilità sia all’interno dei loro enti sia verso l’esterno. Ci vogliono più donne nei posti di comando ma soprattutto ci vuole la visone femminile e dobbiamo insegnare anche agli uomini ad applicare nella politica e nei Comuni uno sguardo femminile”.
L’importanza della rete e del potere che le amministrazioni locali hanno di mettere in contatto tutti i soggetti coinvolti con risultati sempre positivi, è stata la centro del tavolo sul Piano nazionale antiviolenza coordinato dall’assessora con delega alle Pari opportunità del Comune di Bologna, Susanna Zaccaria che, relazionando su quanto emerso nel corso dei lavori, ha sottolineato anche la necessità di fondi strutturali per politiche fattive e della formazione e istruzione nelle scuole, nella consapevolezza che la questione della violenza alle donne è un fatto soprattutto culturale”. Infine, un passaggio sui centri antiviolenza. “Sappiamo – ha detto l’assessora Zaccaria – che l’Italia ha una situazione a macchia di leopardo ma serve veramente omogeneità”.
Infine il tavolo coordinato da Francesca Bottalico assessora alla Città solidale e inclusiva del Comune di Bari sulle nuove cittadine che lei stessa ha definito “ricco, passionale e pieno di spunti e proposte”.
“Essere nuove cittadine – ha detto – riguarda anche la progettualità e l’azione delle donne in ogni ambito della loro vita. Promuovere livelli di convivenza attraverso alleanze che favoriscano dialogo e azione comuni per riconoscersi tra donne nelle lotte comuni, costruire politiche integrate a partire dalle politiche locali per definire percorsi di inclusione, ripensando al concetto di processo migratorio per mettere in atto azioni e politiche coerenti che vadano oltre la gestione di emergenze è quello a cui puntiamo”.
“Il nostro tavolo – ha sottolineato – è partito dal presupposto che essere nuovi cittadini non attiene solo ad un concetto di cittadinanza in senso stretto ma anche alla possibilità delle donne di essere cittadine attive, di partecipare alle decisioni politiche e di essere attive nel mondo famigliare, del tempo libero e dello sport.”
“L’esigenza ricorrente – ha concluso – è stata quella di costruire alleanze tra istituzioni, società civile, pubblico e privato; alleanze per sostenere e tutelare le donne più fragili in percorsi di autodeterminazione. Molte le proposte come la premialità alle aziende per assunzioni, borse e tirocini lavorativi e cantieri di progettazione urbana nei territori”.

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