• Aprile 3, 2014
di anci_admin

Notizie

Sistema aeroportuale – Orsoni: “Sul piano nazionale confronto da proseguire con il governo”

Fare il punto dei contenuti del piano nazionale aeroporti che approderà la prossima settimana...

Fare il punto dei contenuti del piano nazionale aeroporti che approderà la prossima settimana in Consiglio dei ministri, con particolare attenzione alle perplessità sollevate dalla nuova classificazione tra aeroporti di interesse nazionale e di interesse strategico. Questo l’obiettivo dell’incontro, presieduto da Giorgio Orsoni, sindaco di Venezia e coordinatore delle Città aeroportuali dell’ANCI, con i primi cittadini dei Comuni aeroportuali, presente il presidente dell’Enav, Vito Riggio.
Il sindaco di Venezia, dopo aver ripercorso le vicende del piano nazionale previsto dalle norme del codice di navigazione come atto di indirizzo, ha indicato le principali criticità del nuovo strumento di programmazione, su cui è opportuno proseguire nel confronto con il governo. Innanzitutto la questione del rapporto tra pianificazione aeroportuale e urbanistica, che va di pari passo con la limitazione dell’uso del suolo. In questo ambito assume forte rilievo il tema della valutazione ambientale strategica (Vas): “Ogni aeroporto può essere un volano importante di sviluppo per le economie territoriali, ma è necessario garantire un giusto equilibrio che eviti – osserva Orsoni – un consumo eccessivo del territorio”.
Vi è poi la questione dell’imposta comunale sui diritti di imbarco, “per la quale – annuncia il coordinatore ANCI – l’associazione chiederà una modifica normativa che assicuri certezza di importo e, soprattutto, continuità di gettito verso i Comuni”.
Il coordinatore ANCI si è anche fatto interprete delle perplessità suscitate in molte realtà locali dalla nuova classificazione aeroportuali che, “in qualche caso, ha procurato alcuni disequilibri territoriali”. E si è augurato che l’agenda del confronto con il governo offra il giusto spazio “al tema delle relazioni intermodali: il nostro paese è l’unico in Europa a non avere a interconnessioni efficienti con il trasporto via ferro oppure con l’alta velocità, ed è su questo che si gioca la concorrenza a livello comunitario”.
Da parte sua Riggio ha illustrato le motivazioni che hanno spinto il governo a scegliere la classificazione di strutture strategiche per 14 aeroporti italiani. “La logica è quella di creare dei piccoli hub per settori geografici omogenei: Nordest, Nordovest, Centro, Sud e isole”, ha spiegato.
Tutti gli altri aeroporti classificati come nazionali, invece, dovranno darsi da fare per sviluppare adeguate politiche sinergiche e di fusione: “Se non lo faranno, verranno spazzati via dal mercato”, conclude il presidente dell’Enav. (gp)