Rigenerazione urbana

Partecipazione civica e nuovi centri culturali, alla Triennale di Milano storie dalla rete Urbact

Un confronto aperto sulle diverse forme di partecipazione civica nelle città e il ruolo dei nuovi centri culturali. È stato questo il focus al centro del seminario “Partecipazione urbana e nuovi centri culturali: esperienze e soluzioni a confronto”, promosso da CheFare e Anci, che si è tenuto il 15 ottobre alla Triennale di Milano. A partecipare al dibattito sono state alcune delle principali città italiane della rete Urbact, come: Milano, Bari, Ravenna, Torino e Genova che hanno discusso le undici raccomandazioni elaborate da CheFare, redatte nell’ambito del programma nazionale per i nuovi centri culturali laGuida, e rivolte ai policy maker per il rafforzamento dell’attività dei nuovi centri culturali sui territori.
In particolare, il confronto si è concentrato sulla raccomandazione dedicata al tema della partecipazione civica e del valore aggiunto che i nuovi centri culturali rivestono per i contesti urbani. Così dal progetto di Bari con Spazio13 al caso dell’Urban Lab Torino, è emerso come, questi nuovi spazi ibridi di prossimità (ad esempio le Case del quartiere, Urban center, ecc.), siano in grado di produrre cultura dal basso con un impatto decisivo sui processi di partecipazione civica e rigenerazione urbana. I relatori si sono dunque chiesti come consolidare queste esperienze, dal momento che i nuovi centri culturali sono sempre più spesso fucina di competenze utili per favorire policy per lo sviluppo sostenibile della città.
Nel corso dell’incontro, spazio anche alla presentazione del libro di Paolo Testa, responsabile Studi e ricerche di Anci e di Simone d’Antonio, responsabile Urbact per Anci, “Le città sono la soluzione” che si concentra su tanti di questi esempi che vedono i nuovi centri culturali parte fondamentale dell’innovazione urbana. Storie che testimoniano come, attraverso i progetti Urbact, le città siano in grado di dialogare e coinvolgere attori “inediti” del territorio come architetti, urbanisti, accademici che hanno la capacità di tradurre in pratica i nuovi orientamenti di co-design e partecipazione civica nella definizione della vita urbana e del governo locale.

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