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Oss. Sicurezza Stradale – Morelli: “Educazione civica alla mobilità, primo passo per comportamenti virtuosi ”

GENOVA – “L’educazione civica alla sicurezza stradale nelle scuole è il punto di partenza  per la corretta diffusione della cultura su questo tema e di conseguenza di comportamenti virtuosi da parte dei cittadini”. Così Marco Morelli,  Direzione Città Sicura del Comune di Genova nel corso del suo intervento “Le strategie del Comune di Genova per la sicurezza stradale della città” al seminario organizzato dall’Osservatorio Nazionale delle Autonomie Locali sulla Sicurezza Stradale Anci-Upi, in corso di svolgimento a Genova presso la Sala del Camino a Palazzo ducale.
Focalizzando l’attenzione sul tema educazione, Morelli ha affermato come sia importante “stimolare la curiosità dei bambini, in primis, utilizzandoli, in senso lato, anche come docenti di sicurezza nei confronti dei genitori”. “Il comune di Genova – ha sottolineato – investe molto su questi temi, perché ritiene che siano fondamentali per il futuro dei cittadini e della città, così come determinante è il lavoro sinergico tra famiglie e istituzioni”.
Sicurezza, legalità ed educazione. Questa la triade per una corretta cultura civica della mobilità che la Direzione Città Sicura declina, anche in collaborazione con la Polizia Municipale, in diversi progetti sul territorio inseriti nel Patto Territoriale per la Sicurezza, come, per esempio, l’attuazione di interventi tecnologici per il miglioramento della viabilità nel centro storico, l’organizzazione della settimana della sicurezza stradale -in collaborazione con ACI, INAIL e Regione Liguria – e lo sviluppo di programmi, strategie e interventi per diffondere la cultura di comportamenti corretti per la sicurezza stradale.
Medesima importanza alla socializzazione di condotte positive alla mobilità partendo dall’eduzione è stata sottolineata anche da Lorenzo Domenichini, Direttore Lasis Laboratorio per la Sicurezza e l’Infortunistica Stradale dell’Università degli studi di Firenze nella sua relazione
“Interventi infrastrutturali per la riduzione degli incidenti in area urbana/Le barriere di sicurezza stradale in ambito urbano”.
In particolare, Domenichini ha focalizzato il suo intervento sulla necessità di separare e definire i diversi ambiti delle strade di quartiere sorpassando quella polifunzionalità delle strade stesse che genera nei cittadini insicurezza. “Ogni strada di quartiere – ha detto – dovrà avere una sua connotazione specifica attorno alla quale ci possono essere strade locali da organizzare con specifici criteri utili per la cittadinanza”.
Separare le funzioni delle strade, perché “una strada di quartiere non può avere un rapporto intenso con tutto ciò che sta intorno”.
In merito alle barriere di sicurezza stradale in ambito urbano, il direttore Lasis è stato molto chiaro rimarcando la necessità di migliorare l’esistente senza andare per forza ad aggiungere. Perché in città “ci sono delle alternative che bisogna valorizzare a partire dal rapporto tra cittadini e circolazione, avendo chiare le esigenze di tutti i soggetti coinvolti (pedoni e non).
Valorizzare l’esistente partendo dalla necessità che “la città sia permeabile al pedone” anche per Roberto Busi, Direttore scientifico del Centro Studi Città Amica (CeSCAm) dell’Università degli studi di Brescia.
“La mobilità pedonale – afferma – non è mai eliminabile ma sempre necessaria e deve quindi essere resa possibile. Ci sono alternative importanti di mobilità dolce, come la bicicletta, i treni, i bus e i tram che si possono valorizzare superando la cultura o meglio lo status symbol, legato al trasporto individuale”. (fdm)