#Anci2022

L’abbraccio dei sindaci italiani al popolo ucraino, l’accoglienza e la sfida per la ricostruzione

BERGAMO – L’accoglienza e l’assistenza fornita dal sistema dei Comuni ai cittadini ucraini fuggiti dalla guerra proseguirà e si rafforzerà nei prossimi mesi. I sindaci e gli amministratori italiani sono pronti ad organizzarsi per sostenere la ricostruzione del Paese dando un futuro alla nazione ucraina. E’ la certezza che accomuna gli amministratori locali che hanno animato la tavola rotonda ‘L’abbraccio dei sindaci italiani al popolo ucraino’, moderata dal giornalista Marco Damilano, a nove mesi esatti dall’inizio della guerra.
“Noi sindaci siamo responsabili della sopravvivenza dei nostri cittadini. E nelle condizioni invernali, senza corrente in seguito ai bombardamenti alle infrastrutture energetiche dell’Ucraina, dobbiamo assicurare la sopravvivenza ai nostri concittadini”. Così’ il sindaco di Bucha Anatoly Fedoruk in video collegamento con la XXXIX Assemblea nazionale dell’Anci, in corso a Bergamo, città con cui Bucha è gemellata. “Dobbiamo trovare ogni mezzo per far sopravvivere i nostri cittadini, è il nostro dovere e chiedo agli altri sindaci una collaborazione paritaria, che possa aiutarci ad affrontare queste sfide”. “Voglio ricordare che la guerra in corso è nell’est dell’Europa, non semplicemente in Ucraina e la dobbiamo fermare. Voglio ringraziare tutti i sindaci italiani e l’Italia intera per l’aiuto che ci viene dato e per la solidarietà dimostrata”.
“Le città ucraine e i loro sindaci lottano per l’Ucraina libera. Togliere la libertà è come togliere l’ossigeno e noi combattiamo perché il nostro popolo possa respirare. Molti sindaci sarebbero venuti volentieri con me, ma non possono perché vivono nelle città bombardate”, ha spiegato il sindaco di Leopoli Andrij Sadovyj, che è riuscito ad essere presente sul palco della XXXIX Assemblea nazionale dell’Anci “Ho deciso di venire personalmente qui per ringrazia personalmente il sindaco Gori e tutti i sindaci italiani, ad iniziare da quelli che sono venuti a trovarci appena è stato possibile. Stringendo la mano al sindaco di Bergamo, voglio stringerla a tutti voi che avete il nostro Paese nel vostro cuore”. Infine, un appello: “La mia città non ha alcun gemellaggio con città italiane, siamo pronti ad accogliere le vostre proposte”, ha detto Sadovyj inginocchiandosi in segno di riconoscenza verso la platea.

“Dall’inizio della guerra in Italia sono arrivati 173.231 persone, delle quali oltre 48mila minori, il resto per la quasi totalità donne e anziani. L’impegno dei Comuni è sempre stato costante, con una forte mobilitazione sin dall’inizio dell’invasione russa in Ucraina”, ha detto Matteo Biffoni, delegato Anci all’Immigrazione che aveva incontrato. “Tutti i Comuni, dai più grandi ai più piccoli si sono mobilitati e hanno teso una mano davanti a questa tragedia, consapevoli che era doveroso farlo”, ha aggiunto. “Una solidarietà che i sindaci italiani avevano già dimostrato con la crisi afghana e che hanno ribadito davanti alla tragedia ucraina”. Biffoni, che già aveva incontrato il sindaco di Kiev allo Smart City Expo di Barcellona, ha ribadito alla rappresentanza dei sindaci ucraini la collaborazione di Anci per gemellaggi e patti di amicizia finalizzati alla ricostruzione delle città e delle comunità ucraine.
“Appena è stato possibile mi sono recato personalmente a Bucha per siglare un accordo di gemellaggio con quella città martoriata. Ho avuto modo di vedere personalmente i corpi dei civili uccisi a sangue freddo dai russi e che l’amministrazione comunale aveva ricomposto un una fosse comune per dare loro degna sepoltura”, è stato il commosso ricordo del sindaco di Bergamo Giorgio Gori. “Grazie a questo accordo ci siamo impegnati a riattivare i servizi per l’infanzia distrutti durante l’occupazione russa e, con l’ausilio del Cesvi, abbiamo accolto 2400 ucraini per i quali siamo riusciti a sviluppare percorsi di recupero anche psicologico”. Lo stesso sindaco di Bergamo ha voluto dedicare un ricordo all’Holodomor, la carestia che fu provocata sul territorio ucraino dall’Unione sovietica dal 1932 al 1933 dall’URSS, causando diversi milioni di morti. “Il 26 novembre prossimo ricorre il 90 anniversario dello Holodomor che è stata riconosciuta come un episodio di genocidio, voglio dedicare un momento di ricordo a questa tragedia”, ha concluso Gori invitando i suoi colleghi sindaci ad ascoltare in piedi l’inno ucraino.
“Siamo accanto ai sindaci ucraini che sentiamo come nostri fratelli e sorelle che portano sulle spalle il peso della guerra e il compito di dover difendere le proprie comunità”, gli ha fatto eco la sindaca di Assisi Stefania Proietti. “Anche il mio comune si è molto impegnato non solo nell’accoglienza ma anche nell’attivare percorsi di mediazione culturale necessari per fare sentire integrate le persone che sono fuggite. Abbiamo anche una responsabilità aggiuntiva: come città di San Francesco, paladino del dialogo e della pace, vogliamo portare avanti il compito di far cessare le ostilità e lavorare per la pace futura. Di questo spirito mi farò portavoce – ha aggiunto – nell’incontro che Papa Francesco avrà a breve con molti ragazzi, i primi a credere nella possibilità di arrivare alla pace”. Rivedi l’intervista al sindaco di Napoli Gaetano Manfredi I lavori della mattinata

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