Servizio civile

 Il Piano Triennale per la programmazione del Servizio Civile Universale 2020-2022

Con la firma del Decreto che approva il Piano triennale 2020-2022 del Servizio civile universale (Scu), la riforma entra nel vivo, avviata con la legge 106/2016 e portata avanti dai Decreti legislativi 40/2017 e 43/2018.

Con la nuova programmazione gli enti non presenteranno più singoli progetti, bensì programmi articolati in progetti (almeno 2 per ogni Programma e con una richiesta minima di 12 volontari), che dovranno avere “obiettivi strategici comuni, uno specifico ambito di azione entro cui operare e una coerenza complessiva delle attività, per rendere più armonici ed efficaci gli interventi”.

“Il Piano triennale, pone le sue fondamenta sull’Agenda 2030 per lo Sviluppo sostenibile, programma di azione che l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato il 25 settembre 2015 con la risoluzione 70/1. L’Agenda è basata sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio articolati su tre dimensioni – economica, sociale e ambientale – e identifica 17 Obiettivi per lo Sviluppo sostenibile, declinati al loro interno in 169 traguardi interconnessi e indivisibili”. Il Piano triennale del SCU ne individua in particolare 11 tra quelli indicati dall’Agenda, che risultano “coerenti con la politica del Governo, con le politiche settoriali realizzate dalle singole Amministrazioni e con gli indirizzi strategici di programmazione e pianificazione delle Regioni in relazione a temi di interesse del servizio civile.

In  particolare  il  presente  Piano  triennale  2020-2022,  con  riferimento  al  finanziamento  dei programmi di intervento, stabilisce che:

  • il meccanismo di   finanziamento   dei   programmi   assicura   pari   opportunità   di partecipazione al servizio civile a tutti i giovani, a prescindere dall’area geografica in cui  risiedono,  e  pertanto  in  ciascun  territorio  regionale  o  di  provincia  autonoma occorre  garantire  annualmente  nel  bando  di  selezione  degli  operatori  volontari  un numero di posti che sia rispondente alle esigenze determinate sulla base di tre diversi fattori: presenza di giovani tra i 18 e i 28 anni, capacità degli enti di servizio civile di realizzare   programmi   di   intervento,   con   riferimento   in   particolare   alle   sedi   di attuazione   accreditate,   numero   di   domande   di   partecipazione   al   servizio   civile pervenute nel triennio precedente;

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