Solidarietà

Giro d’Italia, Sermig consegna la “Lettera alla coscienza” ai sindaci per una società migliore

Una “lettera alla coscienza” è stata consegnata questa mattina dal fondatore del Sermig e dell’Arsenale della Pace, Ernesto Olivero, alla sindaca Chiara Appendino, e, idealmente attraverso di lei, a tutti sindaci dei comuni che saranno attraversati lungo i quasi 3mila e 500 chilometri del Giro d’Italia 2021 che, sabato 8 maggio, prende il via da Torino con una tappa a cronometro.
Il Sermig è partner sociale della corsa rosa e la “lettera alla coscienza” è una delle diverse iniziative di solidarietà legate all’edizione 104 di uno tra i più importanti appuntamenti nazionali e internazionali con il ciclismo. Indirizzata tutti i cittadini, qualunque ruolo essi abbiano nella propria comunità, è scritta per ricordare che in un periodo come l’attuale (più che mai difficile e doloroso perché, alle croniche sofferenze portate dai mali storici che affliggono il mondo, si sono aggiunti gli effetti di una devastante pandemia) ogni persona può e deve contribuire a lottare per superare le criticità del momento e contribuire a costruire una società migliore. “E finito il momento degli uomini da soli, dobbiamo lavorare come comunità”, ha ricordato Ernesto Olivero consegnando la lettera nelle mani della sindaca Appendino e chiedendo ai sindaci italiani, come capi delle comunità locali, di aiutarlo a diffondere la lettera e quanto in essa contenuto.
“L’iniziativa del Sermig – ha sottolineato la sindaca Appendino – ha un significato rilevante perché insieme a un grande evento di sport, partendo da Torino e passando per tanti altri comuni del nostro Paese, correrà un messaggio forte sui temi della pace, della solidarietà e dell’essere comunità, oggi più che mai importante perché diffuso in un momento di crisi che sta mettendo a dura prova anche rapporti e i legami in ambito sociale”.

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