Coronavirus

Solidarietà per l’Europa, Decaro: “Riconoscere ruolo delle città. Investiamo su mobilità e welfare”

“Affrontiamo questa emergenza come i sindaci affrontano la quotidianità, con senso di responsabilità. Abbiamo usato testa e cuore: da un lato ci siamo preoccupati di convincere i nostri concittadini dell’importanza di restare a casa, ma dall’altro abbiamo assistito chi, a casa in quarantena fiduciaria o per positività al Covid, non poteva neppure scendere a fare la spesa. I provvedimenti e la gestione della sanità sono inevitabilmente affidati a governo e Regione, ma siamo stati noi sindaci che ci siamo dovuti occupare delle tantissime persone in difficoltà”. Così il presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro ha parlato del ruolo dei sindaci nella gestione dell’emergenza coronavirus nel corso della diretta Facebook ”Solidarietà per l’Europa” evento organizzato dal gruppo Socialisti e Democratici dell’Europarlamento e al quale hanno partecipato con i sindaci di Bergamo, Barcellona, Budapest, Malmo, Fortaleza, esponenti politici europei, tra i quali Alexis Tsipras, ex primo ministro greco e attualmente leader dell’opposizione e il vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans. A moderare il confronto, Brando Benifei, capodelegazione italiano S&D.

“Siamo davanti a una nuova fase, quella della transizione – ha detto Decaro sollecitato da Benifei – e ci aspettiamo che l’Europa riconosca un ruolo centrale alle città, resilienti, capaci di adattamento per natura”. Certo le città e chi le amministra sono davanti a una sfida inedita. “Dobbiamo puntare sul welfare e sulla sanità integrata – sostiene Decaro – rafforzandole sul territorio con interventi domiciliari, aumentando i presidi sociali nei singoli quartieri e le reti urbane della solidarietà, investendo sulle nuove tecnologie per lo studio e il lavoro”. La vita e i tempi nelle città inevitabilmente cambieranno.
“Per superare la fase di transizione fino all’arrivo del vaccino – ha concluso il presidente dell’Anci – dobbiamo cambiare completamente il sistema della mobilità: non sarà più possibile congestionare i mezzi pubblici, dovremo contingentare le persone che potranno entrare in metropolitana, negli autobus, nel sistema del trasporto rapido di massa. Ci sarà bisogno di investire sulla mobilità dolce, sugli incentivi all’utilizzo della bicicletta, del monopattino elettrico e sulla mobilità in sharing“.


A portare l’esperienza di una delle città italiane più duramente colpite dal Covid19 è stato il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori che ha spiegato come – grazie alla grande solidarietà dei cittadini ma anche di sindaci delle altre città italiane – pian piano la situazione stia migliorando. “Negli ultimi dieci giorni abbiamo registrato un minor numero di chiamate d’urgenza, di accessi agli ospedali e di vittime. Sono state settimane dure, perché dietro i numeri ci sono le persone”. Ma il lavoro del sindaco si è arricchito anche del contributo di tante persone.
“Bergamo è la città dei mille, dei mille volontari che partirono con Garibaldi per unire l’Italia. E mille sono oggi i volontari che si sono messi a disposizione della comunità per portare la spesa a casa, i farmaci, le medicine. Una solidarietà che è andata anche oltre confine. Di recente con il presidente Decaro ci siamo confrontati con i nostri colleghi brasiliani e abbiamo dato loro consigli per non sottovalutare questa emergenza”. In chiusura del suo intervento Gori ha voluto richiamare l’attenzione sulla necessità di immaginare il futuro di città ormai profondamente cambiate e per farlo “sarà importante la collaborazione tra tutti i primi cittadini e la solidarietà tra i paesi europei”.

Di solidarietà ha parlato anche la sindaca di Barcellona, Ada Colau intervenuta al dibattito in diretta su Facebook. “Questa non è una guerra – ha rimarcato la sindaca – ci troviamo ad affrontare una pandemia che ha generato una crisi sanitaria, sociale ed economica. Ci vorrà del tempo per tornare alla normalità. Questa però può essere un’opportunità per ripensare ai modelli di sviluppo. La ‘normalità’ prima di questa crisi non aveva certo prodotto una situazione positiva. Cogliamo questa occasione per migliorare le nostre politiche facendo esattamente il contrario di quanto accaduto con la crisi del 2008”.
Anche per il sindaco di Budapest Karácsony Gergely si tratta di una sfida senza precedenti che riguarda il futuro delle nostre città dove la parola d’ordine è ‘collaborazione’. Quella collaborazione necessaria tra gli Stati per mettere al centro delle policy europee l’ambiente, i temi sociali e nuovi modelli di sviluppo urbano riconoscendo maggiori risorse alle città.

Non solo collaborazione e solidarietà, le parole che hanno fatto da filo conduttore durante il confronto ma anche “fiducia”. Fiducia nell’Europa. Così Katrin Stjernfeldt Jammeh, sindaca di Malmö, ha parlato dell’importanza di costruire delle Istituzioni forti per unire i cittadini ma anche della necessità di puntare su politiche progressiste attente ai diritti delle persone, alla tutela dell’ambiente, alla mobilità sociale e al contrasto della povertà. “Un lezione che stiamo imparando da questa crisi globale”. Anche il sindaco di Fortaleza, Roberto Cláudio, ha portato il suo contributo al dibattito illustrando come la città brasiliana sta fronteggiando l’emergenza puntando su una comunicazione chiara verso i cittadini e su misure di sostegno sociale per le persone più vulnerabili.

Non sono mancate le testimonianze e le esperienze di volontari della Croce Rossa, di medici ed economisti che hanno arricchito il dibattito conclusosi sulle note di “Bella Ciao” suonate dal maestro Paolo Fresu.

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