Dall’Europa

Scuola Anci a Bruxelles. I giovani amministratori: “Più formazione e meno burocrazia per bandi UE”

BRUXELLES – Ventidue giovani amministratori di piccoli e grandi Comuni, da Nord a Sud, da Milano a Terracina da Cardinale a Scandicci, fino a Bologna, Altamura e Tortoreto. Ventidue realtà diverse, un solo obiettivo: conoscere da vicino le opportunità che arrivano dall’Europa sotto forma di progetti che a volte possono cambiare il destino delle comunità amministrate. Grazie a Publica, la scuola di formazione Anci dedicata agli amministratori under 35, questo gruppo di sindaci, assessori, consiglieri comunali ha potuto toccare da vicino e conoscere quali strade bisogna percorrere per intercettare i quasi 50 miliardi che ogni anno L’Unione europea dedica a città e territori.
La full immersion, organizzata dal progetto coordinato dall’Anci sul rafforzamento della governance multilivello nell’ambito della Scuola di formazione Anci, è partita il 12 novembre con la lezione su istruzione, giovani, sport e cultura in cui Il funzionario della direzione generale competente in materia della Commissione europea, Luca Perego, ha passato in rassegna le opportunità e i numeri in termini di risorse legati a queste tematiche. L’obiettivo principale entro il 2025, ha spiegato Perego, sarà quello di rendere lo studio all’estero non solo una esperienza temporanea ma una normalità per i Paesi membri. Per questo il prossimo ciclo di finanziamento del programma di riferimento Erasmus+ passerà dai 14,7 miliardi di euro del 2014-2020 ai circa 30 miliardi del settennato 2021-2027 per raggiungere la cifra record di 12 milioni di studenti in tutta l’Unione.
E’ stata poi la volta della lezione sulle iniziative urbane nella programmazione 2021-2027, illustrata da Paolo Saraceni. Ricordando come il 70 per cento della popolazione UE viva ormai nelle aree urbane, dove si concentra il Pil dell’Unione, Saraceni ha ricordato che è dai fondi Coesione che arrivano i principali canali di investimento, fondi che complessivamente cubano 351  miliardi di euro, di cui 115 investiti nelle città che ne gestiscono 15 in autonomia. Saraceni ha poi ricordato che fino a qualche tempo fa erano le regioni a decidere su quali città investire, trend che la Commissione europea sta invertendo in favore di un coinvolgimento più forte e diretto delle autonomie locali. E ancora le opportunità sul settore energetico e sulla mobilità sostenibile con i bandi Life e Orizon 2020, spiegati da Guido Mattei, che nel settennato 2021-2027 conterà circa 320 miliardi di euro. Tante opportunità dunque ma anche tante domande da parte dei giovani amministratori italiani che chiedono innanzitutto di accorciare le distanze tra enti locali e istituzioni europee, magari favorendo momenti formativi per capire meglio come accedere ai finanziamenti. Allo stesso tempo gli amministratori under 35 hanno lamentato mancanza di competenze, spesso dovute anche a carenze di personale, per poter istruire nel modo migliore le proposte progettuali. Inoltre particolare attenzione è stata richiesto per i piccoli Comuni, spesso tagliati fuori dai grandi dibattiti (e quindi dai fondi) che coinvolgono le aree urbane del Paese. Infine la burocrazia. Spesso molte idee progettuali si trovano di fronte a muri invalicabili, fatti di passaggi interminabili che scoraggiano l’intraprendenza dei sindaci. Su questo, a detta dei giovani amministratori, molto può fare Anci, formando sindaci e funzionari e promuovendo revisioni normative nel confronto che l’associazione ha con lo Stato centrale.

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