Violenza sulle donne

La delegata Pari opportunità Anci: “Fenomeno strutturale. Serve sforzo di cambiamento comune”  

“Persino in un’epoca che si professa civilizzata come la nostra il fenomeno della violenza sulle donne sta raggiungendo dimensioni drammatiche. Nel primo semestre del 2018 il Telefono Rosa ha registrato più di 4500 chiamate. La violenza di genere non è solo l’aggressione fisica, ma include vessazioni psicologiche, ricatti economici, minacce, violenze sessuali”. È quanto ha dichiarato la neodelegata Anci alle Pari opportunità e sindaca di Termini Imerese, Maria Terranova in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. “Un fenomeno strutturale – ha aggiunto la sindaca – che richiede uno sforzo di cambiamento comune, perché rappresenta un costo di vite umane, di sofferenza, così come un costo sociale che non possiamo più permetterci”.
Contrastare la violenza di genere vuol dire lavorare anche sulla sensibilizzazione dei cittadini per un cambio di passo culturale. Ne è convinta l’assessora alle pari opportunità del Comune di Parma, Nicoletta Paci. “Dalla violenza si può e si deve uscire – ha dichiarato – . In questo momento di spaesamento, con certezze che svaniscono, con ostacoli impensabili per le nostre relazioni e le nostre vite, l’impegno del Comune di Parma continua. In epoca pandemica l’isolamento e la mancanza di relazione penalizzano ancor più le donne che subiscono violenza e che si ritrovano ancora più sole di fronte ai loro molestatori e aguzzini. Come assessora alle pari opportunità ritengo che ribadire che c’è attenzione, sostegno, solidarietà è un modo per stare vicine alle tante donne che subiscono violenza e per ricordare che dalla violenza si può e si deve uscire”.
Tante le iniziative messe in campo dal Comune in questa direzione: come la rassegna ‘A cura delle donne’ da poco conclusa, appuntamenti “necessari per incidere sulla cultura e sulla mentalità” dei cittadini.
Attenzione al tema della violenza psicologia e della costruzione di una cultura della non violenza: sono gli aspetti evidenziati anche dall’assessora alle pari opportunità del Comune di Napoli, Francesca Menna. Quello della violenza di genere è un fenomeno complesso “che si articola su tanti livelli che vanno tutti considerati e visti come interconnessi tra di loro. Non dobbiamo quindi fermarci solo alle forme più evidenti – ha precisato Menna – ma dare la stessa attenzione anche a quelle forme più sottili come la violenza psicologica o quella economica. È proprio partendo dal contrasto di tutte le espressioni della violenza che potremmo davvero costruire una rete di cultura robusta per impedire questi crimini contro l’altra parte di umanità”.
Una convivenza forzata quella a cui la pandemia ci ha obbligati che ha inevitabilmente aggravato il fenomeno. Ne è convinta anche l’assessora al welfare del Comune di Bari, Francesca Bottalico che ha sottolineato: “Molte donne, da ormai nove mesi, sono costrette a una convivenza forzata, che in taluni casi ha purtroppo determinato un incremento di conflitti familiari e violenze. È un momento molto delicato, durante il quale non dobbiamo abbassare la guardia ma continuare a rispondere, laddove possibile intensificando gli sforzi, con azioni politiche, sociali e culturali forti e diffuse in tutto il Paese”. In questa senso la città di Bari è impegnata in diversi progetti. “Abbiamo proposto dei percorsi di formazione specializzata – ha rimarcato Bottalico – rivolti a più di 300 persone tra operatori e volontari, anche nell’ambito delle Università dove abbiamo decentrato degli sportelli del centro antiviolenza, che forniranno strumenti adeguati a guidare e orientare al meglio eventuali vittime tra enti e istituzioni di supporto”.
A questa iniziativa si aggiunge anche la campagna di comunicazione iniziata oggi, in collaborazione con la rete e i presidi del welfare e le attività commerciali “con cui diffonderemo i numeri utili per le richieste di supporto: lo faremo grazie alla collaborazione di pizzerie, farmacie, librerie, supermercati e altre attività. Un numero utile – ha concluso Bottalico – che possa essere ancora di salvezza per le donne e per i propri figli”.
L’Anci è impegnata da tempo nel contrasto alla violenza di genere e ad ogni forma di discriminazione attraverso una serie di progetti e iniziative come il “Patto dei Comuni per la parità e contro la violenza di genere”. Le Sindache e i Sindaci dei Comuni capoluogo metropolitano, in stretta sinergia con l’Anci, hanno sottoscritto il Patto l’8 marzo del 2018, in occasione della Giornata internazionale della donna. Obiettivo è quello di mettere a sistema le risorse per progettare e sostenere misure concrete e condivise che contribuiscano a migliorare la società e a portare reali benefici alle generazioni future. Ad oggi hanno aderito 144 Comuni

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