#SGA2019

Decaro: “Servono più donne nei posti di comando, hanno uno sguardo più ampio sul mondo”

* di Federica Demaria e Angela Gallo

BOLOGNA – “Quello di avere più donne in politica nei luoghi di lavoro e nei posti di comando deve essere un obiettivo comune. Dove ci sono donne c’è uno sguardo più ampio ed equilibrato sul mondo”. Così il presidente dell’Anci e sindaco di Bari Antonio Decaro intervenendo alla III edizione degli Stati Generali delle Amministratrici in corso di svolgimento a Palazzo D’Accursio a Bologna.
“Il problema serio – ha sottolineato Decaro – è che l’incidenza delle donne sul totale degli amministratori in Italia è pari a poco più del 30% e le sindache rappresentano solo il 14% e questo non basta. Dobbiamo cambiare rotta, superando il divario culturale e sociale intrinseco nel nostro Paese che ci priva delle tante energie delle donne”.
“Nel mio Comune – ha proseguito – ci sono 14 donne elette in consiglio comunale e ne sono orgoglioso non solo perché è un segno importante, un record storico per Bari, ma perché ogni donna in consiglio, con il suo impegno e la sua storia contribuisce al futuro della città”.
A livello nazionale, Decaro ha ribadito l’impegno di Anci per superare le disparità di genere concretizzato, anche, con la sottoscrizione e promozione del “Patto dei Comuni per la parità di genere e contro la violenza sulle donne” volto a “scardinare i motivi culturali che limitano le scelte delle donne. Un lavoro importante – ha rimarcato – ma non sufficiente poiché la sfida è la lotta alla violenza contro le donne che portiamo avanti con i centri antiviolenza che trovano nei comuni, nelle comunità locali la loro linfa vitale”. Ricordando l’invito dell’ex ministro della Camera Laura Boldrini di ridisegnare le città in una prospettiva di genere Decaro ha poi ribadito come “anche questo impegno sia una azione concreta per rendere i cittadini consapevoli dell’apporto dato dalle donne alle nostre società”.

L’importanza del lavoro delle amministrazioni locali è stato il punto focale dell’intervento della ministra per le Pari Opportunità Elena Bonetti, “perché – ha detto – da qui la politica parte e finisce. Qui la politica diventa azione concreta, per questo è di importanza fondamentale il rapporto tra amministrazione locale e politica nazionale; una questa filiera che deve funzionare e che si basa sul lavoro costante di voi amministratrici che dovete diventare sentinelle delle istanze dei territori con uno sguardo sul Paese e dovete rendere operativo ciò che si assume come politica nazionale”.
“Il tema – ha aggiunto – è di fatto l’equilibrio complessivo della nostra vita. A tutte le donne bisogna garantire la libertà di decidere e vivere i propri desideri – anche di maternità – rispetto anche alle proprie scelte lavorative senza essere penalizzate da un punto di vista economico, poiché la possibilità di una donna di essere libera dipende anche dalla possibilità di trovare una società che la sa accogliere e dove possa lavorare”.
Infine, in merito all’eliminazione della violenza contro le donne, di cui il 25 novembre ricorre la
Giornata internazionale, ha ricordato come il governo stia lavorando per arrivare in tempi brevi alla ripartizione di 30 milioni di euro in favore delle Regioni per finanziare i centri antiviolenza.
La necessità di parità tra sessi come diritto umano essenziale alla base della forma che vogliamo dare alla nostra società si sostanzia anche per Andrea Gnassi, presidente Anci dell’Emilia-Romagna e sindaco di Rimini nel Patto dei Comuni siglato la scorsa primavera da un nutrito gruppo di primi cittadini. Per Gnassi, si deve puntare su politiche strategiche integrate a partire dagli asili nidi per migliorare e supportare la conciliazione dei tempi di vita e lavoro e le donne.
Un concetto ripreso anche da Emma Petitti, assessore con delega alle risorse umane e pari opportunità della Regione Emilia-Romagna che ha sottolineato l’importanza dell’integrazione di politiche pubbliche per lo sviluppo dei temi della parità, un modus operandi che “contraddistingue il percorso di Anci e che deve essere preso ad esempio poiché attraverso l’impegno nello sviluppo di politiche rivolte alle pari opportunità si misura la qualità di una democrazia”.
“Riconoscere e valorizzare il ruolo delle donne con politiche concrete – ha detto Patricia Navarra, responsabile delle relazioni istituzionali dell’Alleanza italiana per lo Sviluppo Sostenibile – permette alle stesse di essere consapevoli, fin da bambine dell’importanza della parità di genere”.
Lavoro, famiglia ma anche violenza contro le donne.
Raffaella Palladino, presidente della Rete D.i.Re. – associazione con la quale Anci ha sottoscritto quest’oggi un protocollo d’intesa per le azioni di contrasto alla violenza contro donne e i minori – ha focalizzato il suo intervento sui centri antiviolenza quali presidi fondamentali dei servizi territoriali. “Il nostro – ha detto – è un costante impegno per prevenire e contrastare la violenza maschile oltre che per accompagnare le donne fuori dalla loro condizione temporanea di difficoltà. Ascolto e accoglienza sono al centro del nostro lavoro, privilegiando l’interesse della donna e dei bambini sempre in uno spazio neutro in accordo e alleanza con i servizi sociali di base”.
Infine, Gianni Rosas direttore ILO – International Labour Organization, l’agenzia dell’Onu specializzata sui temi del lavoro e delle politiche sociali ha concentrato il suo intervento sulla Convenzione per combattere la violenza e le molestie nel mondo del lavoro, firmata lo scorso giugno e che mira a proteggere i lavoratori, indipendentemente dal loro status contrattuale riconoscendo come “le persone che esercitano autorità, doveri o responsabilità propri di un datore di lavoro” possono anch’esse essere soggette a violenza e molestie”.

Ai lavori è stato proiettato anche il video intervento della statistica Linda Laura Sabbadini. Guardalo qui

L’Atlante delle buone pratiche per la parità di genere e l’Analisi sulla rappresentanza di genere nei Comuni italiani

 

Articolo presente in: