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Mobilità sostenibile e investimenti in infrastrutture urbane, per i sindaci è binomio inscindibile

PARMA – La mobilità sostenibile è lo strumento chiave per cambiare il volto delle città nell’era del Post Covid, ma ogni mutamento ‘ecosostenibile’ non può prescindere da una massiccia dose di investimenti infrastrutturali per completare le linee esistenti. E’ la certezza che accomuna gli amministratori locali e i principali players della mobilità nazionale che hanno partecipato ad una tavola rotonda, moderata da Eva Giovannini Giornalista di Rai News 24, nell’ambito della seconda giornata dell’Assemblea nazionale dell’Anci in svolgimento alla Fiera parmense.
“Il Pnrr rappresenta un’occasione unica per completare il sistema di infrastrutture già esistente, riducendo l’inquinamento e migliorando la qualità della vita dei cittadini”, sottolinea Michele Conti, sindaco di Pisa e delegato alla Polizia municipale. Che indica alcune linee precise di intervento necessarie “per colmare i gap specifiche che riguardano le città medie”. Bisogna puntare soprattutto sulla “creazione di una linea tirrenica che colleghi in modo veloce Genova a Roma, passando per la dorsale toscana”, un passaggio fondamentale anche “per mettere in rete e completare le linee minori che collegano le città medie della mia Regione”.
“Quest’anno è cambiato il tema che fa da sfondo alla riflessione di noi sindaci in assemblea: non più senza soldi non si canta messa, ma non si fa la messa senza parroci e chierichetti”, ha evidenziato da parte sua Giuseppe Falcomatà, sindaco di Reggio Calabria, delegato Anci al Mezzogiorno e politiche per la Coesione territoriale. “Il vero nodo in chiave Pnrr è quello del personale che arriverà nei Comuni del Sud e delle aree interne, dove il blocco del turnover ha avuto un maggiore impatto”, ha aggiunto il delegato Anci soffermandosi sulle due proposte specifiche avanzate dall’Associazione. Da un lato “la richiesta di più personale per scrivere i progetti e partecipare ai bandi”; dall’altro di “far rientrare nella quota del 5% le risorse destinate ai progettisti ampliando così il budget disponibile per queste attività”.


Ma gli sforzi e i progetti dei sindaci devono tenere conto anche delle diversificate realtà territoriali. “Nella mia città che conta 50mila abitanti le abitudini di mobilità sono ormai consolidate: il 70% dei cittadini si sposta con l’auto privata e una percentuale minima si affida ad altri sistemi alternativi”, ammette il sindaco di Campobasso Roberto Gravina. “Serve una rivoluzione culturale che stiamo cercando di innescare con il nuovo Piano per la mobilità sostenibile e con l’apertura della prima stazione di bike sharing, piccoli passi necessari per abbattere l’inquinamento urbano”.
Argomentazioni simili anche da Jacopo Massaro sindaco di Belluno, delegato Anci per la pubblica amministrazione, il personale e le relazioni sindacali. “Noi sindaci in questo momento abbiamo un forte problema di spesa corrente necessaria per dare continuità ai servizi forniti ai cittadini, ma al di là di questo, bisogna cambiare il paradigma culturale che ci porta ad utilizzare la macchina in città anche per percorre distanze inferiori ai tre chilometri”. Due le direzioni indicate da Massaro: “Campagne di comunicazione continue per educare i nostri concittadini ad una mobilità differente; ma anche necessità di offrire servizi quotidiani sostenibili nelle diverse parti del territorio”.
“Le risorse stanziate dal Pnrr consentiranno di completare la metropolitana che da Misterbianco conduce a Paternò, trasformando il volto dell’intero hinterland etneo. Da qui al 2026 passeremo da una linea di 7 km ad una di ben 45 che avrà 37 stazioni, mentre la bigliettazione salirà dagli attuali sei milioni di biglietti venduti a ben 70 milioni secondo calcoli dell’Università di Catania”. Questo nelle parole del sindaco etneo Salvo Pogliese l’impatto che arriverà dalla nuova infrastruttura finanziata dal Pnrr con 317 milioni di euro che si aggiungono ì ai 115 milioni di euro già stanziati – toccando quota complessiva di 432 milioni – per eseguire il progetto definitivo presentato ad inizio del 2021. Pogliese ha anche rilanciato l’appello arrivato dal suo collega di Reggio Calabria Falcomatà: “vanno completate le grandi rete infrastrutturali rafforzando i collegamenti ferroviari tra il Continente e la Sicilia: gli attuali tempi di percorrenza tra Salerno e Catania non sono accettabili”.
Si è invece soffermato sulle tematiche tipiche della portualità il sindaco di Civitavecchia Ernesto Tedesco che in Anci segue le tematiche delle Città Portuali. “Quella dell’elettrificazione delle banchine di approdo delle navi può essere una strada percorribile ma ogni progetto messo in campo deve sintonizzarsi con le esigenze espresse dagli operatori”, ha evidenziato. “Nella mia città, fondamentale nodo crocieristico nazionale, abbiamo realizzato importanti collegamenti tra il porto e alcuni centri del territorio come Sana Severa e puntato sulla mobilità alternativa delle piste ciclabili”. Ma su tutto, anche per Tedesco, aleggia la “necessità di snellire le procedure e di assumere nuovo personale formato: dobbiamo ragionare in termini di velocità”, ribadisce.
“Dobbiamo promuovere una nuova cultura della mobilità sostenibile – ha detto il Presidente Automobile Club d’Italia Angelo Sticchi Damiani – da tutti i punti di vista: ambientale ma anche economico, efficiente, sicuro e inclusivo”. Il Presidente di ACI ha inoltre ricordato il ruolo di ACI in tema di auto storiche. “ACI Storico è punto di riferimento per gli appassionati e i collezionisti di vetture storiche. Durante il 2021 sono stati tanti gli appuntamenti organizzati da ACI Storico su tutto il territorio, a cominciare da Ruote nella Storia che ha attraversato lo stivale con 60 tappe incardinate sulla cultura per le auto e sulla promozione del territorio. Importante è però non confondere l’auto vecchia con l’auto storica”.

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