#Anci2021

Le città in prima linea nella lotta contro l’urban diabities

Il diabete e l’obesità crescono ad un ritmo allarmante. Attualmente il diabete tipo 2 e l’obesità costituiscono una delle maggiori minacce per la salute a livello mondiale, che colpisce centinaia di milioni di individui ogni giorno e coinvolge diversi milioni di persone all’anno.  Queste malattie possono avere un costo personale elevatissimo per i singoli individui, esercitando allo stesso tempo pressioni economiche insostenibili sui sistemi sanitari.

Le città sono in prima linea nella lotta contro il diabete tipo 2 e l’obesità. Nelle aree urbane vive più della metà della popolazione mondiale e due terzi delle persone con diabete. Benché le città rappresentino dei motori di crescita economica e d’innovazione, alcuni dei fattori trainanti di tale prosperità possono anche causare un aumento delle disuguaglianze sanitarie.

Il Progetto Cities Changing Diabetes si è posto l’obiettivo non solo di ridurre le complicanze associate al diabete tipo 2 e all’obesità, ma anche di prevenire, sin dalle radici, l’insorgenza di queste malattie. L’ambizione di tutti i partecipanti al progetto è “to bend the curve on diabetes”, frenarne l’aumento e persino cambiarne la traiettoria nel tempo. Oggi il progetto si basa su una partnership di oltre 39 città metropolitane, dove abitano più di 250 milioni di persone e molte di queste sono città italiane. Molte altre città vorrebbero aderire al Progetto.

Per portare questo lavoro al livello successivo, ora bisogna impegnarsi verso un cambiamento sistematico, per affrontare il diabete tipo 2 e l’obesità mediante una risposta integrata che riguardi tutti gli aspetti della vita in città. A questo scopo, è necessario coinvolgere gli amministratori locali, le università, le autorità sanitarie, tutte le istituzioni, i centri di ricerca e le imprese in un modello di partnership che affronti in maniera sinergica le problematiche e sia in grado di fornire le soluzioni.

Il diabete e l’obesità a livello urbano debbono essere affrontati a stretto contatto con coloro che costruiscono e gestiscono le città. Sempre più spesso i sindaci si rendono conto che le loro decisioni a livello locale incidono sulla salute dei cittadini, dalla progettazione dei sistemi di trasporto, alla sostenibilità ambientale e ad altre questioni importanti, dal cambiamento climatico alle disuguaglianze sociali.

L’Urban Diabetes Declaration è stata progettata per dare supporto ai Sindaci nel guidare un’azione comune nella sfida al diabete nelle loro città. Le città, firmando la Urban Diabetes Declaration, prendono l’impegno ad utilizzarla per guidare le azioni necessarie e rispondere alla sfida al diabete, mettendo la salute della comunità come priorità nelle loro agende. La nostra speranza è che tutte le città si uniscano a noi.

Come partner del programma Cities Changing Diabetes, le città firmatarie si impegnano, attraverso la sottoscrizione dell’URBAN DIABETES DECLARATION, a guidare le azioni poste in essere per rispondere alla sfida del diabete secondo i seguenti cinque principi:

  1. INVESTIRE NELLA PROMOZIONE DELLA SALUTE E DEL BENESSERE
  2. AFFRONTARE I DETERMINANTI SOCIALI E CULTURALI DEL DIABETE E COMBATTERE PER UNA SALUTE EQUA
  3. INTEGRARE LA SALUTE IN TUTTE LE POLITICHE
  4. COINVOLGERE E IMPEGNARE LE COMUNITÀ PER ASSICURARE SOLUZIONI SOSTENIBILI PER LA SALUTE
  5. CREARE SOLUZIONI IN PARTENARIATO CON ALTRI SETTORI IN MODO TRASVERSALE

L’Urban Diabetes Declaration celebra e formalizza l’impegno dei Sindaci e di tutta l’amministrazione comunale delle città nell’adottare una risposta integrata e soluzioni condivise sul diabete. L’Urban Diabetes Declaration è stata sviluppata in collaborazione con molte città e organizzazioni già coinvolte nel programma Cities Changing Diabetes, e si basa su impegni già in essere in molte città, ispirandosi come modello al Manifesto “La salute in città – bene comune”. In Italia, l’Urban Diabetes Declaration è stata sottoscritta dall’ANCI, dai sindaci di Roma, Milano, Bari, Bologna, Cagliari Empoli, Genova, Napoli, Pescara, Ravenna, Reggio Calabria, Siena e Torino, dalle ANCI regionali di Lombardia, Piemonte, Liguria e Lazio e dalla Regione Marche.