Consiglio Nazionale

Enzo Bianco presidente del Consiglio nazionale, Veronica Nicotra riconfermata segretario generale

MILANO – Il sindaco di Catania, Enzo Bianco, è il nuovo Presidente del Consiglio nazionale dell’Anci. L’elezione è avvenuta nel corso dei lavori della XVIIesima assemblea congressuale in svolgimento alla Fiera di Milano. Bianco come primo atto da presidente del Consiglio Anci ha voluto subito nominare come vice presidente vicario Alvaro Ancisi, consigliere comunale di Ravenna e già membro dell’Ufficio di presidenza dell’Associazione.
Veronica Nicotra è stata riconfermata, all’unanimità, Segretario generale dell’Anci e salutata dal presidente Fassino che l’ha ringraziata per il lavoro importante fatto in questo ultimo anno. “Una colonna portante dell’Associazione – ha detto il presidente dell’Anci – e un punto di riferimento per me”.
Bianco ha accolto la sua nomina con grande emozione. “Tutta la mia vita e il mio impegno pubblico è stato nel segno dei comuni e delle città – ha detto il sindaco di Catania – . Ciò che rende l’Italia diversa dalla Francia e dalla Germania è che il nostro paese  non è monocentrico, ma ruota attorno a 100 città e 8mila Comuni, ognuno dei quali ha una sua storia, una sua identità”.
“L’Italia è la democrazia dei comuni – ha sottolineato – e per me, che ho speso tutta la mia vita in questo senso, tornare oggi in Anci con un incarico di grande prestigio, dopo la stagione da presidente nel corso della quale insieme a tanti sindaci straordinari abbiamo riportato l’Associazione ad avere un ruolo che si era smarrito, è una grande soddisfazione e una grande emozione”.
“Oggi – ha aggiunto Bianco – c’è bisogno di una squadra attorno al presidente dell’Anci che trovi il tempo, l’energia e la forza per difendere la nostra concezione della democrazia e il ruolo dei comuni che al momento è delicatissimo e io sono pronto ad impegnarmi con tutta la passione che ho dentro”.
“Il malessere profondo che si sente tra i sindaci – ha continuato – è il malessere profondo delle città, di tutti i comuni e dobbiamo avere la forza di farlo sentire al governo nazionale ma anche alle Regioni, che troppo spesso non interpretano in modo adeguato il federalismo all’italiana e spesso accampano competenze gestionali che dovrebbero lasciare ai Comuni”. (fdm)

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