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Decaro: “In arrivo risorse rilevanti per asili nido, si punti ora a favorire aperture pomeridiane”

“Esprimiamo grande soddisfazione per questo provvedimento che stanzia risorse importanti che consentiranno l’apertura di nuovi asili nido nelle aree finora maggiormente penalizzate. In prospettiva ci auguriamo che arrivino ulteriori risorse da utilizzare in una gestione più efficace degli orari del servizio, garantendo anche l’apertura pomeridiana, così importante per le famiglie in cui entrambe i genitori lavorano”. E’ quanto dichiara Antonio Decaro, presidente dell’Anci e sindaco di Bari al termine della riunione odierna della conferenza Stato-città che ha approvato la ripartizione dei fondi previsti dalla legge di Bilancio per gli asili nido: (120 milioni) per il 2022 che cresceranno fino a 450 mln per il 2026 e a 1,1 mln di euro annui a decorrere dal 2027. Il finanziamento è concentrato sui Comuni che hanno un’offerta inferiore al 28,8%: sono in tutto 4.959.
“Questo complesso di risorse si rivolge particolarmente al servizio Asili nido comunali, ed è sostanzialmente coerente – osserva Decaro – con l’impegno dell’Italia al raggiungimento di una copertura del servizio pari al 33% della popolazione dei bambini tra 0 e 3 anni di età, sostenuto anche da investimenti per oltre 2,6 miliardi di euro (fondi nazionali 2021 e fondi PNRR in corso di assegnazione) e con l’obiettivo di un incremento a regime di circa 140 mila posti aggiuntivi”.
Quanto all’attuazione del provvedimento Anci auspica altresì che gli obiettivi di servizio funzionali al raggiungimento dell’obiettivo siano affinati nei prossimi anni sulla base delle informazioni di monitoraggio dell’impiego dei fondi fornite dai Comuni.
“Dobbiamo anche migliorare progressivamente le modalità di determinazione del fabbisogno di servizi ai fini del raggiungimento del livello obiettivo del 33% calcolato su base locale”, aggiunge il presidente Anci. Tutto questo per “focalizzare gli interventi nella maniera più efficace sia con riferimento ai territori caratterizzati dalla presenza di molti Comuni di piccola dimensione, sia per ciò che riguarda le differenze rilevanti di copertura e qualità dei servizi tra le zone centrale e le periferie delle grandi aree urbane”.