• Novembre 20, 2019
di Emiliano Falconio

#Anci2019

De Micheli: “Nella prossima legge di bilancio 900 milioni per un piano dell’abitare sosteniblile”

Shock sulle opere pubbliche? “Lo shock vero è farle le cose e i progetti non mancano. Il punto vero non è spendere tutto e subito ma essere consapevoli che ci sono opere che non sono partite. Il 60 per cento per volontà politica, il 30 per problemi burocratici. E’ evidente dove intervenire”
De Micheli: “Nella prossima legge di bilancio 900 milioni per un piano dell’abitare sosteniblile”

AREZZO – “In legge di bilancio ci saranno 900 milioni da investire in un piano dell’abitare per infrastrutture verdi e inclusive. Le politiche abitative non possono essere sempre emergenziali ma hanno bisogno di una progettualità ed opere di grande respiro. Un piano ‘verde’, inclusivo che recuperi gli immobili per l’edilizia popolare pubblica consentendo trasformazioni urbanistiche in chiave sostenibile”. Ad affermarlo è stata la ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli nel suo intervento alla XXXVI Assemblea nazionale Anci che si sta svolgendo al Centro Affari e Congressi di Arezzo.
“Un Piano dell’abitare che determina la qualità della vita. E una grossa mano possono darcela le città che sono ormai entrate nella fase in cui assumono per dato e consolidato il concetto del consumo zero. Demolire pere ricostruire in modo sostenibile favorisce anche gli aspetti della sicurezza con evidenti conseguenze meno impattanti sull’ambiente”.
La De Micheli ha poi parlato delle risorse in campo, molte delle quali “già stanziate e ricomprese nei progetti del piano di rinascita urbana” dove però “occorre intervenire confrontandoci con le regioni e intervenire sulla normativa sia per attrarre investitori privati e sia per mettere i Comuni nelle condizioni di operare”.
Sempre sugli stanziamenti disponibili, la ministra ha ricordato che per le infrastrutture “le risorse del biennio 2019-2021 sono di circa 4 miliardi mentre poco meno di 50 miliardi saranno disponibili fino al 2035. Ma sono risorse – ha rimarcato – che devono essere subito trasformate in pro 19-20 circa 4 miliardi e dal 2020 al 35 poco meno 50 miliardi. Bisogna trasformare le risorse del passato in risorse subito spendibili, approfittando innanzitutto dello sblocca cantieri”.
All’Italia serve uno shock sulle opere pubbliche? “Lo shock vero è farle le cose – ha risposto la ministra – e i progetti non mancano. Metteremo presto sul sito del Mit l’elenco delle opere sbloccate e lavoriamo per rendere più efficienti le principali stazioni appaltanti. Ma il punto vero non è spendere tutto e subito ma essere consapevoli che ci sono opere che non sono partite. Il 60 per cento di queste opere non sono partite per volontà politica, il 30 per problemi burocratici. E’ evidente che qui bisogna intervenire”.
Infine la fragilità del territorio. “Ogni governo che arriva cambia le regole, con il risultato che si fa pochissimo per una grande sfida per il Paese e per i territori. Quello che ho chiesto al presidente Conte è di non modificare quello che già c’è in termini di norme ma di integrarlo per livelli di intervento, basati sulle criticità più stringenti che devono avere la precedenza”.


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