#Anci2021

Cultura e Turismo volano per sviluppare i territori, dibattito a chiusura della mattinata di lavori

di Aldo Musci e Giuseppe Pellicanò

PARMA –  In che misura Cultura e Turismo posso rivelarsi volani efficaci per lo sviluppo locale? E’ stato questo l’interrogativo che ha fatto da filo conduttore alla tavola rotonda apripista all’intervento in assemblea del ministro del Turismo Massimo Garavaglia.
“La mia città è entrata a far parte del patrimonio mondiale umanità. L’Italia è il primo Paese al mondo per siti Unesco. Dunque, cultura e turismo rappresentano un sistema industriale fondamentale per il rilancio del Paese”, ha ricordato Luca Baroncini, sindaco di Montecatini e coordinatore nazionale di Anci Giovani. “Tuttavia, come comuni dobbiamo essere messi nelle condizioni di assumere personale per spendere bene i fondi del Pnrr. A tal fine, considero importante il ruolo della provincia, in quanto unico ente omogeneo sul territorio in grado di coordinare l’azione degli enti locali sottostanti. A senso fare progetti di area vasta, invece non si possono più fare progetti per campanile per campanile. La provincia può svolgere il ruolo di collettore territoriale”.
“Le città sono tornate al centro della progettualità turistica ma devono lavorare in sinergia con i territori extraurbani che stanno alle loro spalle”: questa la ricetta indicata dal sindaco di Bergamo Giorgio Gori che ha ricordato l’attività svolta dall’agenzia ‘Visit Bergamo’ che ha riunito in un unico ente le competenze prima assommate in tre soggetti differenti. “Il prossimo anno, insieme a Brescia, la mia città sarà Capitale italiana della Cultura, faremo di tutto per sfruttare questa occasione di sviluppo sinergico per due territori limitrofi con specificità però diverse”, ha aggiunto.
“Siamo una città della scienza e del sapere da circa un millennio. Per noi essere internazionali ha significato soprattutto una cosa: alta velocità, che ci ha permesso di essere una destinazione turistica a livello globale”, ha spiegato il neosindaco di Bologna Matteo Lepore. “Che fare per determinare un ulteriore salto di qualità? Dobbiamo essere nei luoghi dove si fanno le scelte della politica, soprattutto ora per il Pnrr, e non solo nelle sedi nelle quali si discute di norme ed emendamenti alle leggi con il Governo, sebbene riconosco che si tratti già di un significativo passo avanti. A Bologna 26 mila persone lavorano nel settore della conoscenza. Dovremo coinvolgerle meglio e di più per potenziare l’industria della cultura e del turismo”.


“Grazie al lavoro svolto in questi anni dagli assessori alla Cultura dei Comuni capoluogo in seno all’Anci siamo riusciti a far uscire il tema culturale da una dinamica di settore facendolo riconoscere come un pezzo fondamentale della crescita economica del Paese”, ha evidenziato il sindaco di Mantova Mattia Palazzi indicando alcuni temi su cui puntare in ottica Pnrr. Innanzitutto, “la necessità di collegare e riconnettere tutte le città medie sfruttando al meglio le risorse assegnate ad altri enti, non solo il tema dell’Alta velocità ma anche quello dei trasporti regionali, nodo chiave per rendere attrattivi i territori”. Ancora il “migliore utilizzo del patrimonio pubblico e privato che va recuperato puntando decisamente sulla rigenerazione urbana e sulla valorizzazione dei contenitori culturali delle nostre città”.


“La parola d’ordine per il Pnrr deve essere velocità. Per il turismo, ad esempio, il ruolo delle sovraintendenze è spesso un ostacolo, un freno ad agire. Siamo in una fase nella quale se non togliamo i poteri di veto, non ce la faremo a spendere le risorse disponibili nei tempi dovuti”, ha detto Matteo Ricci, sindaco di Pesaro. Così il Governo dovrà ricorrere in extremis ai commissari straordinari per non perderle. Una sconfitta per tutti. La rete delle medie città della cultura, che stiamo costruendo, pertanto, è fondamentale per la competitività del Paese. Solo così saremo in grado di offrire la bellezza italiana a tutto il mondo”.
“Il presidente Mattarella con coraggio e determinazione ha riportato al centro del dibattito la parola paesaggio, contenuta nell’articolo 9 della Costituzione, che è cosa ben diversa dal territorio”, ha sottolineato Vittorio Sgarbi, sindaco di Sutri e delegato Anci alla Cultura. “Chi insulta e la natura non solo commette un affronto all’intelligenza ma realizza un attacco alla nostra identità culturale e nazionale. Questa consapevolezza deve venire prima di ogni discorso e di ogni ministero sulla Transizione ecologica”, ha concluso condannando lo scempio delle pale eoliche che punteggiano molte zone del nostro Paese.