Invasione dell'Ucraina

Continua la solidarietà dei Comuni. Raccolta di beni e medicine mentre si attiva l’accoglienza

Continua la catena di solidarietà e di iniziative a sostegno della popolazione ucraina in fuga dalla guerra realizzate dai Comuni italiani. Dalla raccolta di beni di prima necessità all’accoglienza di numerosi profughi, senza dimenticare manifestazioni di solidarietà per sottolineare la dura condanna dei Comuni dell’invasione delle truppe russe giunta ormai al suo sesto giorno. (le iniziative già avviate).
Ad Isernia fino alle 19 di oggi su coordinamento del Comune sarà possibile donare beni di prima necessità, destinati alla popolazione ucraina, in un punto di raccolta allestito dall’amministrazione: verranno raccolti medicinali, biancheria, prodotti per l’igiene, cibo in scatola e cibo secco. Sempre in Molise a Termoli il Comune su iniziativa dell’assessore comunale alla Protezione civile Michele Barile ha convocato un incontro urgente dell’Amministrazione comunale di Termoli con le associazioni del territorio e con tutti gli organismi presenti e impegnati nel soccorso lungo la fascia costiera, con l’obiettivo di organizzare la raccolta di beni di prima necessità da inviare alla popolazione ucraina, Per quanto riguarda l’accoglienza del popolo in fuga dall’Ucraina, Barile evidenzia :”Riceviamo la disponibilità di singoli cittadini che manifestano la loro disponibilità nell’accogliere famiglie in  fuga dall’Ucraina. Di questo si stanno occupando alcune associazioni nazionali e sicuramente anche il territorio molisano dirà la sua”.
Molto attivi i Comuni dell’Emilia- Romagna. A Rimini sono arrivati oltre 100 profughi provenienti dall’Ucraina ed è previsto l’arrivo di altre 50 persone nelle prossime ore. Da giorni, lo sportello del comune di Rimini dedicato al supporto e all’accompagnamento dei cittadini stranieri si è attivato per rispondere ai primi bisogni, mettendo in relazione le richieste di chi arriva con le associazioni e i privati che si sono resi disponibili a dare un aiuto in questa fase. Il sindaco di Ravenna, Michele de Pascale, ha istituito in Comune un tavolo tecnico-politico permanente, che si è riunito per la prima volta oggi ed è composto dagli assessorati e dai servizi maggiormente coinvolti dai diversi aspetti relativi alla crisi ucraina: Politiche sociali, Protezione civile, Attività economiche e produttive, Cultura, Politiche europee. Il settore delle Attività culturali si attiverà al massimo per sviluppare relazioni sia con l’Ucraina che con gli esponenti della cultura russa che si stanno battendo per la pace – ha spiegato il sindaco. “Mentre con le Politiche europee stiamo avviando contatti con le città dell’Ucraina con le quali Ravenna ha relazioni commerciali da tantissimi anni al fine di sviluppare iniziative di cooperazione internazionale”.
A Ferrara sono già una dozzina gli scatoloni di medicinali e prodotti sanitari donati nel primo giorno di raccolta a favore del popolo ucraino, organizzata dall’Amministrazione comunale e da AFM Farmacie Comunali Ferrara. “E’ questo un altro segno della sensibilita’ e della collaborazione fattiva che Ferrara sta mettendo in campo. Ogni donazione è un contributo fondamentale per fronteggiare una situazione drammatica”, commenta il sindaco Alan Fabbri.
Duemila pannolini saranno donati dal Comune di Siena all’Ucraina. E’ uno degli atti che l’Amministrazione comunale ha messo in campo nell’ambito della mobilitazione per la popolazione ucraina che vive giorni drammatici per il conflitto in atto. Il sindaco Luigi De Mossi ha disposto, tramite gli assessorati di competenza, una raccolta di alimenti, vestiario e medicinali da parte del Comune di Siena, che punta anche a coinvolgere la comunità senese. La raccolta immediata di beni di prima necessità proseguirà nei prossimi giorni, anche coinvolgendo Banco farmaceutico e ordine dei farmacisti. Inoltre, il Comune sta monitorando la disponibilità di alloggi per accogliere i profughi ucraini, e in questo contesto si è già mosso con la prefettura di Siena, mentre è in contatto con la comunità di donne ucraine di Siena per una raccolta di vestiti.
Nelle Marche a Fano è stato invece costituito un tavolo ‘L’Ucraina ci chiama’, di cui fanno parte il Comune di Fano, l’Assessorato al Welfare di Comunità, la Diocesi di Fano, l’Associazione San Paterniano Odv, la Croce Rossa Italia sede di Fano e l’Associazione C.B. Club Mattei Volontariato di Protezione Civile di Fano. Da oggi, 2 marzo, l’Ufficio Promozione Sociale del Comune (0721-887483 oppure 0721-887485) potrà fornire le prime informazioni a coloro che vorranno aiutare il popolo ucraino nel ruolo di cerniera affinché vengano diffuse informazioni puntuali e chiare.
Nella vicina Pesaro il sindaco Matteo Ricci lancia l’iniziativa di una biciclettata per la pace. “L’11 marzo oltre a spegnere le luci di un monumento della città, organizzeremo una biciclettata per la pace. – riferisce Ricci ospite della trasmissione radiofonica di RaiRadio 2 Caterpillar – Partiremo nel tardo pomeriggio dall’Ex Amga, un luogo della città che aspettava l’intervento di bonifica da anni. In questi giorni i lavori sono entrati nel vivo e stiamo effettuando la piantumazione, intervento che ha la capacità di ripulire il terreno dagli idrocarburi”. La pedalata della pace si concluderà davanti ad uno dei monumenti principali della città, che verrà spento simbolicamente per porre attenzione sulla crisi climatica.
Attivato un coordinamento tra Comune di Bergamo, Provincia, Caritas e associazioni ucraine, per accogliere “i profughi ucraini. Lo ha spiegato il sindaco Gori ricordando che la comunità ucraina è la seconda più numerosa in città” con circa 1.500 persone. “In queste ore- dice- sono attive una raccolta fondi promossa con Caritas, Eco di Bergamo e Fondazione di comunità bergamasca, una raccolta di materiale (cibo, farmaci, coperte) che abbiamo centrato su un’associazione di cittadini ucraini” oltre che, appunto, “un’attività di accoglienza” grazie anche alla “disponibilità preziosa del vescovo di Bergamo.
Infine, il comune di Conflenti, in Calabria, manifesta la disponibilità ad accogliere una trentina di persone in fuga dalla guerra in Ucraina. E’ quanto afferma il sindaco del paese in provincia di Catanzaro Emilio Francesco D’Assisi che ha comunicato la disponibilità al prefetto del capoluogo Maria Teresa Cucinotta. L’iniziativa è stata presa, precisa il primo cittadino “d’intesa con don Adamo Castagnaro, Rettore della Basilica Madonna della Quercia, e con la comunità tutta. Allo scopo, sono state già individuate due strutture di proprietà della diocesi di Lamezia Terme, già idonee ed abitabili, per ospitare complessivamente circa 30 persone”.