Città dei Motori

Conferenza del Turismo motoristico, il peso del settore, i musei e la voce degli appassionati

Un interessante confronto sulle diverse sfaccettature del turismo motoristico che ha spaziato sui suoi diversi aspetti: dal suo peso nella filiera turistica, alla presenza di reti museali sui territori, fino alle prospettive di ripresa per il post pandemia. Questo il dibattito che ha fatto da filo conduttore alla Conferenza nazionale del turismo motoristico tenutasi oggi in diretta streaming.
“Il cosiddetto turismo dei motori, a quattro o due ruote, interessa località con una specializzazione produttiva (automotive, moto, cantieristica navale) spesso associata ad una sportiva (circuiti, rievocazioni storiche) o culturale (musei, collezioni, centri di formazione) e meta di turismo itinerante (es. mototurismo) che contribuiscono a formare un unicum turistico nel panorama internazionale”. Lo ha ricordato Roberto Di Vincenzo presidente dell’Istituto nazionale ricerche turistiche (Isnart) specificando che le Città dei motori’’ accolgono 5,9 milioni di presenze turistiche (2019), l’1,4% del totale nazionale. Proprio per questo l’Isnart ha deciso di avviare con Cdm un osservatorio sul turismo motoristico i cui obiettivi principali sono: determinare le dimensioni dell’offerta turistica di questo tipo di turismo rispetto all’insieme della filiera e definire il quadro sull’ impatto economico del sistema dei “motori” sull’economia.
Questi dati si declinano poi nelle esperienze già compiute di musei e circuiti presenti nei territori. Michele Pignatti Morano, direttore Musei Ferrari di Maranello, ha sottolineato che “ai 600 mila visitatori annui che lo visitano dobbiamo far vivere un’esperienza da non dimenticare, un ricordo unico, una passione speciale e per questo bisogna, evitare che il turista passi velocemente e vada via. Dobbiamo – ha spiegato Morano – sfruttare di più il nostro network, continuare a fare sistema per riscoprire i nostri tesori culturali-artistici e gastronomici”.
Da parte sua Riccardo Costagliola, Presidente della Fondazione Piaggio di Pontedera, ha spiegato che pochi conoscono il ruolo della Fondazione, nata nel 1994 con l’obiettivo d’intessere sinergie sul territorio partendo dalla gestione del museo. “Operiamo per intercettare e attirare sempre più visitatori. Abbiamo lanciato, pertanto, un grande progetto per far sì che la Fondazione Piaggio catalizzi flussi crescenti di visitatori, con l’obiettivo di farli restare nel territorio, costruendo rete con ristoratori, alberghi, musei”, ha ricordato.
La direttrice del MauTo Museo nazionale dell’automobile di Torino, Mariella Mengozzi ha annunciato che entro la fine del 2021 partirà il progetto `Torino Automotive Heritage Network`, per valorizzare il capoluogo sabaudo come città dell’automobile, dal passato al futuro. Si tratta di “un percorso di visita nei luoghi che hanno creato la grande tradizione dell’industria e dello stile motoristico torinesi. Per questo, grazie all’attività del dipartimento di architettura del Politecnico di Torino, che ha compiuto analisi e ricerche documentali, sono stati selezionati venti luoghi iconici, in qualche caso si tratta di realtà ormai trasformate in altro o del tutto scomparse, come la Lancia, la Ceirano. L’obiettivo – ha spiegato Mengozzi – è ricostruirne la memoria, attraverso una segnaletica fisica su strada, e con l’uso di app, podcast o qr code ricreare cosa c’era prima in modalità virtuale”.
Da parte sua Alessandro Tortelli, direttore del Centro studi turistici sul circuito del Mugello ha riepilogato alcune attività svolte dal sodalizio. “Abbiamo fatto un’analisi economica dell’impatto sul territorio derivante dal Circuito (quanto spende, quanto spendono i visitatori – 130 mln). Ha ospitato 88 eventi per 301 giornate: si tratta, pertanto, di un turismo destagionalizzato che coinvolge in prima battuta alloggio e ristorazione. Per Tortelli “il Circuito del Mugello si configura come un vero e proprio sistema territoriale per il quale la comunicazione gioca un ruolo rilevante nel proporre e far conoscere, anche a livello internazionale, gli eventi in programma”.
Nel dibattito non è mancato lo spazio alle proposte arrivate dagli appassionati.
Giovanni Copioli, Presidente della Federazione Motociclistica Italiana, si è soffermato sull’impegno del sodalizio sul fronte del rispetto dell’Ambiente e della sicurezza sulle due ruote. “Abbiamo dato vita a due commissioni di studio che ci hanno portato a sottoscrivere importanti protocolli anche con il settore Forestale dell’Arma dei Carabinieri con cui – ha spiegato – condividiamo iniziative per la salvaguardia del territorio e la piantumazione di alberi in molte realtà. Allo stesso tempo abbiamo anche progetti per promuovere l’Adventuring, una disciplina sportivo turistica che disegna percorsi innovativi per gli appassionati nel rispetto della natura.
Mentre il presidente Automotoclub Storico Italiano, Alberto Scuro, ha ricordato i numeri importanti del turismo motoristico e degli affiliati al sodalizio. A suo parere è “fondamentale fare sistema e rete sul territorio, partendo dalla passione per il motorismo storico. Non a caso, il veicolo storico è di per sé un fattore di traino del turismo”, ha ricordato il presidente Asi che ha anche promosso 600 eventi solidali, fra cui un’iniziativa anti- Covid realizzata insieme all’Anci.

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