• Maggio 12, 2021
di Ufficio stampa

Piccoli Comuni

Castelli: “Salvaguardare le gestioni autonome del Servizio Idrico Integrato”

il sindaco di Cerignale e Coordinatore nazionale Anci dei Piccoli Comun: “Una proposta che, qualora confermata, andrebbe in senso contrario al progetto delle Comunità locali energetiche sulle quali si sta puntando e soprattutto cancellerebbe la possibilità della gran parte dei Piccoli Comuni di tutelare e preservare il patrimonio idrico pubblico che presenta particolari caratteristiche qualitative"
Castelli: “Salvaguardare le gestioni autonome del Servizio Idrico Integrato”

“Esprimiamo forte preoccupazione per una proposta contenuta in una bozza di decreto legge proposta dal Ministero della Transizione Ecologica che prevede l’abrogazione della deroga alla gestione unica in materia di servizio idrico integrato; deroga che in questi anni ha consentito di salvaguardare le gestioni autonome esistenti nei Comuni in cui sono presenti peculiari caratteristiche di qualità, efficienza e localizzazione di pregio ovvero in aree vincolate di tale risorsa”. Lo dichiara il sindaco di Cerignale e Coordinatore nazionale Anci dei Piccoli Comuni Massimo Castelli.
“Una proposta che, qualora confermata, andrebbe in senso contrario al progetto delle Comunità locali energetiche sulle quali si sta puntando e soprattutto cancellerebbe la possibilità della gran parte dei Piccoli Comuni di tutelare e preservare il patrimonio idrico pubblico che presenta particolari caratteristiche qualitative. E’ necessario invece poter continuare a gestire tale patrimonio nel senso più favorevole ai cittadini, come le positive esperienze condotte in questi anni dimostrano di poter fare”, afferma Castelli.
“Riteniamo, pertanto, che non si possano pregiudicare quelle realtà di servizio idrico virtuose, d’alta qualità ed esistenti in aree vincolate gestite in maniera efficiente dai Comuni, solo per farle confluire nella gestione unica, prescindendo da qualsivoglia caratteristica. E’ doverosa semmai una valorizzazione delle esperienze locali e di tali patrimoni che andrebbero invece potenziati e conservati con incentivi e finanziamenti ai Comuni, cogliendo proprio l’occasione offerta dal Pnrr e quello che ci ha insegnato la crisi epidemiologica tutt’ora in atto. Solo così si potrà consentire ai Piccoli Comuni virtuosi di gestire in autonomia il servizio idrico nell’interesse delle popolazioni locali e di preservare tale preziosa risorsa, già gestita in modo efficiente, a beneficio della collettività”, conclude il Coordinatore nazionale Anci.


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