Dl Semplificazioni

Anci: grave esclusione dei Comuni da cabina di regia del Pnrr, ‘semplificazioni’ troppo settoriali

“Valutiamo in modo sostanzialmente positivo le disposizioni sulla semplificazione delle procedure di affidamento e realizzazione degli investimenti finanziati, in tutto o in parte, con le risorse dei Fondi europei (PNRR e Fondo Complementare). Ma non possiamo che criticare la parte sulla governance con la grave esclusione dei rappresentanti di Comuni e Città Metropolitane dalla Cabina di Regia, che avrà il fondamentale compito di coordinare e monitorare gli investimenti con le risorse del PNRR. Questa lacuna va colmata prevedendo da un lato la partecipazione dell’Anci alla cabina di regia e dall’altro chiarezza sull’attribuzione diretta a Comuni e Città Metropolitane, senza intermediazioni regionali, delle risorse per la realizzazione degli investimenti finanziati in tutto o in parte con le risorse del PNRR. Ad evidenziarlo è stato il sindaco di Parma Federico Pizzarotti che, in quanto vicepresidente nazionale, ha rappresentato l’Anci davanti le Commissioni riunite Affari costituzionali e Ambiente della Camera, impegnate nell’esame del decreto Semplificazioni. (vedi il documento presentato in audizione).
Entrando nello specifico delle norme sulla semplificazione, Pizzarotti ha posto l’accento sulla loro eccessiva settorialità di intervento. “Il decreto si concentra su semplificazioni di singoli procedimenti relativi a investimenti in determinati ambiti d’intervento: fonti rinnovabili, l’efficientamento energetico, l’economia circolare, Mezzogiorno, Edilizia scolastica, Transizione digitale e Acquisti informatici. Mentre pochi – ha osservato Pizzarotti – sono gli interventi sull’ordinaria disciplina del procedimento amministrativo, della Conferenza dei servizi o delle procedure su autorizzazioni paesaggistiche, edilizia e rigenerazione urbana che avrebbero richiesto maggiore incisività semplificatoria, come Anci aveva proposto nelle scorse settimane”.
Vi è poi un aspetto cruciale che secondo l’Associazione inficia l’efficacia dell’impianto normativo sulle semplificazioni. “Il provvedimento sconta un’ambiguità ed un’incertezza interpretativa sulla possibilità di utilizzare alcune disposizioni di semplificazione delle procedure oltre che alle procedure relative agli investimenti finanziati in tutto o in parte dalle risorse del PNNR o del Fondo complementare, anche ad altri progetti infrastrutturali già ammessi a finanziamento con altri bandi e/o avvisi pubblici. Sono interventi che – ha osservato Pizzarotti – pure necessitano di un’accelerazione della capacità di spesa dei Comuni e delle Città Metropolitane”.
In sostanza – è la critica dell’Anci – si crea un ‘doppio binario’ procedurale per utilizzare le misure di semplificazione previste dal decreto solo per gli investimenti finanziati in tutto o in parte dal PNRR. Con il rischio evidente di frenare il trend positivo degli investimenti pubblici, che vede i Comuni e le Città come i principali investitori pubblici con una capacità di gran lunga superiore agli altri livelli di governo, e allo stesso tempo di creare lunghi e inutili contenziosi.
Ma la criticità maggiore secondo Anci è legata alla “mancanza di chiarezza nella definizione delle procedure con cui verranno finanziati i progetti i cui ambiti di intervento sono di stretta competenza dei Comuni e delle Città Metropolitane”. Un quadro che porta con sé, “il concreto rischio di essere incolpevoli responsabili della mancata realizzazione delle opere se gli stessi non saranno chiamati a gestire direttamente e senza intermediazioni regionali le risorse del PNRR”. “E’ una situazione inaccettabile tanto più che spesso i Comuni sono chiamati a rincorrere le diverse procedure previste per i bandi pubblici, inserendoli in una programmazione per la quale chiediamo – ha concluso Pizzarotti – tempistiche adeguate così da non perdere le occasioni di finanziamento che si presentano via via”.