Cultura

Palazzi: “Risorse e norme chiare per la rinascita delle città”  

Un fondo “Cura Cultura”, di 100 milioni di euro, da affidare direttamente ai Comuni per salvaguardare e promuovere il tessuto connettivo culturale e sociale rappresentato dai musei locali, dalle biblioteche, dai luoghi della cultura e dello spettacolo dal vivo, sostenere i centri culturali e le associazioni e rilanciare la domanda di cultura fra i cittadini e la produzione culturale dei soggetti di terzo settore e dell’associazionismo culturale. E’ quanto chiede Anci per la ripartenza del settore Cultura nelle città dopo il lockdown imposto dall’emergenza sanitaria Covid-19 i cui danni rischiano di protrarsi nei prossimi mesi e anni.
“Abbiamo chiesto al ministro Franceschini e al Governo un intervento organico di sostegno alla “rinascita” culturale e partecipativa delle Città dopo l’emergenza, riassumendo alcune proposte in un documento realizzato con il contributo di numerose organizzazioni del settore”, afferma il sindaco di Mantova e delegato alla Cultura Anci Mattia Palazzi.
“Le misure previste nel Dl Rilancio – prosegue Palazzi – sono un punto di partenza significativo ma non sufficiente perché non sembrano riconoscere il ruolo dei Comuni come presidio fondamentale in questo settore, sia per la cultura intesa come elemento essenziale della cittadinanza, sia per il contributo che la valorizzazione del patrimonio e le attività culturali possono dare allo sviluppo sociale ed economico dei territori”.
“Per questo – continua Palazzi – partendo dall’esperienza delle Città più esposte e dal contributo dei loro Assessori alla cultura, abbiamo proposto al parlamento degli emendamenti, il più importante dei quali è appunto l’istituzione di un fondo “Cura Cultura”.
“Gli altri emendamenti – precisa il delegato Cultura Anci – riguardano la possibilità di esentare dalla tassa di occupazione del suolo pubblico anche le manifestazioni culturali e di accedere a dei “ristori” per le mostre e le manifestazioni culturali sospese a causa dell’emergenza.
“Riteniamo, inoltre, importante che si preveda una norma che consenta ai Comuni di erogare i contributi per le attività culturali anche in deroga ai parametri stabiliti prima dell’emergenza (analogamente a quanto può fare il Mibact sul Fondo Unico per lo Spettacolo), la possibilità di rinegoziare i contratti in essere con le imprese culturali e creative e alcune misure di semplificazione dei provvedimenti amministrativi”.
“Infine – conclude il sindaco di Mantova – chiediamo di esplicitare meglio una delle norme più significative inserite nel decreto legge: la previsione, all’art. 184, della possibilità per l’Istituto per il Credito Sportivo di operare sul settore culturale per l’accesso al credito e la concessione di contributi in conto interessi per interventi di salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale, come già avviene per l’impiantistica sportiva, un provvedimento che il mondo della cultura, pubblico e privato, attende da tempo”.

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