Coronavirus

Mobilità urbana, Fase 2 – Le proposte degli assessori di grandi e medie città

Libertà di azione ai Comuni nell’utilizzare le risorse disponibili, per poterle spendere rapidamente sulle attuali priorità: interventi veloci e immediati, e più soldi sulla mobilità attiva ciclo-pedonale. Sono due delle proposte contenute in una piattaforma sui temi della mobilità urbana, sottoscritto da un ampio gruppo di assessori di città grandi e di medie dimensioni, insieme all’Anci, per fronteggiare la fase di ripresa dal lockdown. Azioni che si sviluppano nel medio e nel lungo periodo, in cui accanto alla sicurezza l’obiettivo finale è quello di cogliere l’uscita dall’emergenza come occasione per rigenerare le comunità urbane.
“Riprendendo gradualmente la libertà di movimento – si legge nel documento – non possiamo rischiare di tornare peggio di come eravamo prima del lockdown. Non possiamo riprendere tutti l’auto privata per paura della nostra incolumità. La nostra sicurezza non può ritornare a essere minacciata dallo smog che ci impedisce di respirare e dalla congestione che blocca l’ambulanza. Questi due mesi sono stati duri e pieni di privazioni ma ci hanno anche insegnato che può esistere un’altra città, un’altra organizzazione”.
In vista della fase 2, gli assessori propongono di realizzare soltanto opere leggere e transitorie di adattamento che trasformino rapidamente lo spazio urbano, e puntino in generale su una migliore gestione della mobilità. Ma allo stesso tempo pongono l’accento sulla necessità di immediate riforme normative e di azioni incisive di comunicazione e sensibilizzazione.
Il documento auspica, inoltre, la disponibilità di adeguate risorse per il trasporto pubblico locale, così da garantire più mezzi circolanti, sanificati e sicuri, assicurando servizi innovativi a chiamata, più agili e vicini ai mutati fabbisogni. Per questo viene sollecitato lo sblocco in pochi giorni delle risorse necessarie, a partire da quelle già assegnate ai Comuni, con la speranza di avere la possibilità di mettere le risorse dove occorrono, di non essere rallentati con burocrazia e procedure farraginose, di rendicontare al termine dei lavori, garantendo l’immediato avvio degli interventi.
Infine, in questa fase appare necessario aiutare e assecondare i comportamenti dei cittadini e delle aziende virtuose: per questo la piattaforma suggerisce anche l’uso di incentivi diretti e indiretti per muoversi in città lasciando a casa l’auto privata.

Le strategie delle città, alcuni esempi

Torino insieme all’azienda GTT incrementa i mezzi pubblici – da 368 della Fase 1 a 615 in fase 2 – e i conducenti per una maggiore turnazione (da 720 a 1150) per innalzare il servizio dal 52% della prima fase all’82%. Il capoluogo piemontese punta molto sui servizi online e sul MaaS (Mobility as a service): da giugno sarà pronta la piattaforma. E lavora per trasformare, in vista della prossima fase 3, gli spazi della metropolitana: il progetto sviluppato dall’azienda Italdesign gestione prevede la gestione automatizzata adattativa in tempo reale del flusso di passeggeri in metropolitana, la sperimentazione partirà dalla stazione Re Umberto. Firenze utilizza vettori scolastici e turistici per aumentare l’offerta, personalizza le tratte tra parcheggi di scambio e stazioni e aziende di grandi dimensioni. Lancia una “operazione Bartali”: 12 chilometri di ciclabili nuove e altri 10 di piste provvisorie. Condizione per il successo: riorganizzazione dei tempi e orari della città, collaborazione e senso di responsabilità dei cittadini, lavoro agile dove possibile. A Milano segnaposti per prenotazioni sui mezzi pubblici, termoscanner per la temperatura e protocolli per ridisegnare le fermate e gestire in sicurezza salita e discesa. L’amministrazione fa anche una grande scommessa sulla ciclopedonalità: previsto il disegno delle nuove ciclabili transitorie su interi quartieri e importanti assi viari, da San Babila a Sesto Marelli, via Monza, Corso Venezia, corsie destinate alle bici alla micromobilità ai pedoni realizzate in poco tempo con vernici e distanziatori mobili, sulla scia di esperimenti già testati nei quartieri Corvetto e Rovereto. Bari punta su una strategia che valorizza la ciclabilità, la micromobilità e promuove gli spostamenti a piedi, con il ridisegno tattico dello spazio pubblico: pedonalizzazioni, distanziatori e percorsi ciclabili immediatamente attuabili. Nel capoluogo pugliese, si modifica il trasporto pubblico cambiando percorrenze e frequenze delle linee con un progetto che punta all’utilizzo integrato di mezzi di trasporto (treno, autobus e biciclette). Un sistema tecnologico per il monitoraggio continuo dei flussi di traffico e un piano di revisione dei tempi e degli spazi della città sono alla base di un approccio progettuale che, adattandosi, accompagnerà la progressiva riapertura della città. Napoli rilancia il mix di mobilità attiva ed elettrica, implementando le postazioni di ricarica, e punta sui mezzi in condivisione.

 

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