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Leoluca Orlando e Gian Carlo Caselli: “Tenere alta la guardia contro la mafia”

“Dopo anni di contrasto al potere politico e affaristico mafioso da parte di esponenti delle istituzioni e dalla società civile, spesso in solitudine, l’attentato del 23 maggio 1992 ha fatto cadere ogni alibi, ha tolto la maschera a istituzioni per troppo tempo colluse”.
Parole del sindaco di Palermo, Leoluca Orlando per il 28esimo anniversario della strage di Capaci in cui morirono il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre agenti della scorta, Montinaro, Schifano e Dicillo.
“Attraverso il ricordo – prosegue il primo cittadino – ci auguriamo che il sistema politico e affaristico mafioso non abbia più il volto delle istituzioni. Affinchè ciò avvenga – conclude Orlando – è necessario coniugare l’attività repressiva con quella di promozione culturale”.
Il Magistrato Gian Carlo Caselli spiega: “nel 1992 con le stragi di Falcone del 23 maggio e di Borsellino del 19 luglio la mafia voleva realizzare una vendetta postuma contro il loro lavoro vincente, e sperava di seppellire definitivamente nel sangue quel metodo di lavoro”. E conclude: “ Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sono morti per difendere la nostra democrazia e per impedire che fosse trasformata in un narco stato capace di travolgere tutte le nostre libertà e i nostri diritti”.

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