Lotta alla mafia

L’appello del sindaco di Troina: “Siamo trincea della legalità. Salvini e Mattarella mi ascoltino”

E’ da quattro anni sotto scorta il sindaco di Troina Sebastiano Venezia. Da un paesino di circa 9mila abitanti nel parco dei Nebrodi, combatte ogni giorno contro la mafia dei pascoli e la corruzione aiutando gli imprenditori locali a denunciare minacce ed estorsioni. Il giovane sindaco, nato a Catania nel 1982, ha deciso di mettere momentaneamente da parte il suo lavoro di storico all’Università di Catania per dedicarsi completamente al suo paese, ai suoi cittadini. “Qui siamo in trincea – ci dice – ma il nostro impegno prosegue.
Abbiamo bisogno di sentire vicine le istituzioni, per questo ho scritto al presidente Mattarella e al ministro Salvini ma attendo ancora una risposta. Credo molto nel ruolo dell’Anci, che ringrazio dell’attenzione, e della sua azione di sostegno a sindaci che come me si battono ogni giorno per le loro comunità. Non posso lasciare a metà questa battaglia e spero che la mia esperienza possa suscitare un qualche interesse e il mio appello avere risposte”.
Sindaco, com’è iniziata la sua battaglia?
Sono stato per dieci anni consigliere comunale e nel 2013, all’età di 31 anni, sono stato eletto sindaco. Noi abbiamo una grande fortuna, il Comune è proprietario del parco dei Nebrodi che ha 4.200 ettari di bosco. Un immenso patrimonio, dono dei normanni. Ma negli anni precedenti al mio insediamento, queste terre sono state strumento nelle mani della criminalità per ottenere vantaggi economici dai fondi europei destinati all’agricoltura.
E voi siete intervenuti, come?
Per porre fine a questa situazione, annullando gare e licenziando dipendenti‘infedeli’. Abbiamo avviato controlli antimafia sui nostri affittuari con l’obiettivo di riportare la legalità nella gestione di questo polmone verde. Nel frattempo, abbiamo avuto un altro grosso problema: quello dei reati rurali, il fenomeno del cosiddetto “cavallo di ritorno”: venivano rubati mezzi agricoli e bestiame agli imprenditori locali, e solo dietro il pagamento di una somma di danaro, venivano restituiti.
Che tipo di sostegno avete pensato per le vittime dei furti?
Tra il 2011 e il 2012 nelle campagna si contavano, in media, un furto ogni due giorni, i nostri imprenditori erano costretti, per non essere messi in ginocchio, a dormire nelle loro aziende lontani dalle proprie famiglie. Sapevamo di questa piaga, e dopo il nostro insediamento, abbiamo lanciato un’iniziativa per destinare delle risorse comunali, un contributo fino all’80 percento per 

l’acquisto di strumenti di video sorveglianza e localizzatori satellitari, alle aziende agricole che, in caso di furto, decidevano di denunciare e non contrattare con la criminalità. In questo modo, e in sinergia con le forze dell’ordine, siamo riusciti ad azzerare i furti di bestiame e dei mezzi agricoli, e a ridurre del 90 per cento i reati. Togliendo questi 4mila ettari di bosco alla mafia abbiamo colpito nel cuore la criminalità locale.
Una profonda azione di trasformazione civica del territorio…
Ora siamo impegnati nella valorizzazione di questo patrimonio coinvolgendo i giovani e le cooperative locali.  Stiamo puntando molto sulle attività di trasformazione della legna, sull’allevamento e sulle attività di valorizzazione turistica. Un grande impegno non solo per dare nuove opportunità ai giovani ma soprattutto per valorizzare l’immenso patrimonio boschivo locale, per la cura dei beni comuni del territorio.
La criminalità organizzata ha reagito?
Purtroppo non è semplice. Nei mesi scorsi i soggetti a cui abbiamo tolto queste terre – nonostante le confische e le indagini in corso, in segno quasi di sfida e per scoraggiare gli imprenditori agricoli onesti – hanno riportato a pascolare il proprio bestiame. Siamo in trincea, ma il nostro impegno prosegue.
Un impegno che ha bisogno del sostegno delle istituzioni. Lo avete?
Stiamo lavorando ad un disegno di legge per la valorizzazione dei terreni demaniali a seguito di interdittiva antimafia. Ho fatto anche appello alle istituzioni, ho scritto una lettera al nostro presidente Mattarella e al ministro Salvini. Attendo ancora una risposta.
L’Associazione dei sindaci le è vicina, sindaco…
Credo molto nel ruolo dell’Anci, che ringrazio dell’attenzione, e della sua azione di sostegno a sindaci che come me si battono ogni giorno per le loro comunità.  Per questo proseguiamo con la consapevolezza che se non ci ‘sbracciamo’ noi nessuno lo farà. Non posso lasciare a metà questa battaglia ma alla fine del mio mandato, molto probabilmente, sarò costretto a lasciare anche il mio territorio.
Sindaco lei però dalla sua parte ha i cittadini. Solo otto mesi fa è stato rieletto con il 78 percento dei voti. Non è solo, almeno in Comune
La gente si è mobilitata, è vero. Ha capito l’importanza di un’azione del genere
Quella di Troina è una battaglia per la cura dei beni comuni materiali e immateriali.
A Troina non c’è solo contrasto alla mafia dei pascoli. C’è anche voglia di rinascita culturale. Infatti la città è diventata sede di un museo Robert Capa gemellato con l’International Center of Photography di New York e presto nascerà anche un Museo di arte contemporanea e un polo universitario per dare nuove opportunità ai giovani.
Con la cultura non si mangia, dice qualcuno. Ma è buona come deterrente contro le mafie?
Senza dubbio. Abbiamo lavorato molto sul rilancio culturale della città perché è fondamentale anche questo aspetto nel contrasto alla mafia. Abbiamo organizzato diverse mostre internazionali esponendo le opere di Tiziano e stiamo creando cinque musei tra cui il museo Robert Capa. Anche sul fronte del rilancio turistico il nostro impegno sta dando importanti risultati. Abbiamo quintuplicato le presenze turistiche e aumentato del 120 percento i pernottamenti nell’ultimo anno. Abbiamo anche attivato forme di gestione innovativa di raccolta differenziata, raggiungendo il 70 percento, una delle percentuali più alte in Sicilia.
Troina è un piccolo borgo che lamenta, come tanti piccoli Comuni, il problema dello spopolamento. Ma anche qui siete intervenuti
Tra le tante iniziative realizzate abbiamo puntato sul ripopolamento del centro storico riconoscendo alle giovani coppie contributi, a fondo perduto, fino al 50 percento per l’acquisto della prima casa. Solo negli ultimi tre anni abbiamo dato la possibilità a cinquanta giovani coppie di acquistare casa nel centro storico. E sappiamo quanto questo sia importante anche per l’economia locale: chi acquista ristruttura e favorisce l’artigianato e la manodopera locale. Insomma la nostra è una battaglia che si combatte su più fronti per la cura e la tutela dei beni comuni non solo materiali del nostro territorio ma anche immateriali come la legalità, l’arte e la bellezza.
Sebastiano Venezia non molla ma chiede aiuto. Chiede un segnale di vicinanza che gli dia il coraggio di proseguire un percorso di legalità già promosso dalla sua comunità. Un impegno che ha portato il sindaco a ricevere diversi riconoscimenti, tra cui il premio “Rocco Chinnici” nel 2014 e il premio Angelo Vassallo nel 2016. Il prossimo premio che aspetta è quello di essere ascoltato e supportato dallo Stato.

2 risposte a “L’appello del sindaco di Troina: “Siamo trincea della legalità. Salvini e Mattarella mi ascoltino””

  1. quando sono andato via da Triona nel 1980 per motivi di lavoro il paese faceva circa 15.000 abitanti di cui uno storico inimitabile Basilio Arona a Troina tutti l’ho amano. sono contento che un Troinese come Fabio Venezia sindaco forse il più amato nella storia di Troina. si dedichi al proprio paese anima e corpo. Penso che continuando ad essere sostenuto dalla popolazione, e combattendo si otterrà quello che si vuole.

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