Tecnologia

La tecnologia 5G strumento essenziale per costruire le città del futuro, digitali e più sostenibili

I benefici non saranno solo economici, ma riguarderanno tutti gli aspetti principali del nostro modo di vivere le città. Dal Governo accelerazione sulla realizzazione di infrastrutture digitali nel suo Piano di Ripresa e Resilienza

di Giovanni Ferigo
Amministratore Delegato e Direttore Generale di INWIT

 L’emergenza COVID-19 ha rappresentato e rappresenta tuttora uno shock sociale, economico e culturale senza precedenti, che ha impattato profondamente sul nostro stile di vita, modificando il nostro modo di relazionarci con gli altri, di lavorare, di studiare e di muoverci.

La crisi però ci ha anche dato nuova consapevolezza dell’importanza del digitale come fattore imprescindibile per la nostra società.

A seguito del lockdown, abbiamo tutti dovuto ripensare le nostre attività in modalità digitale, per esempio abituandoci alla didattica a distanza o allo smart working. È nato un “new normal” che va gestito e valorizzato al massimo.

Come è però emerso dagli ultimi dati dell’Indice Desi 2020 della Commissione Europea, l’Italia è al venticinquesimo posto tra i Paesi UE come livello complessivo di digitalizzazione.

La sfida di fronte alla quale oggi tutti noi ci troviamo è quella di sapere far tesoro di queste esperienze per farle diventare insegnamenti rispetto alle scelte per la ripresa.

E’ molto importante, quindi, che il Governo stia prevedendo, tra le priorità del PNRR – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, alcuni progetti che vanno nella direzione di imprimere l’accelerazione sulle infrastrutture digitali.

Come INWIT riteniamo che, per rilanciare la nostra economia, sia necessario costruire un Paese sempre più connesso, che dia la possibilità a tutti i cittadini di sfruttare a pieno le enormi potenzialità offerte dalle nuove tecnologie.

Il 5G rappresenta senza dubbio una delle priorità strategiche su cui puntare, per la sua capacità di essere moltiplicatore della crescita economica e dello sviluppo delle nuove tecnologie.

Il 5G non è soltanto un’evoluzione del 4G, ma permette di “abilitare” un nuovo ecosistema digitale basato sulla velocità di trasferimento ed elaborazione di una grande mole di dati, connettendo decine di migliaia di dispositivi allo stesso momento e offrendo una stabilità e una copertura sensibilmente migliori.  Un’infrastruttura capillare che aprirà la strada a una enorme varietà di servizi eterogenei e innovativi in numerosi settori della data economy: trasporti, manifattura, industria, energia, sanità, agricoltura.

Ma questa “rivoluzione” sarà possibile solo se ci sarà una copertura capillare che comprenda non solo il “tradizionale” outdoor ma anche l’indoor – grazie ai sistemi DAS (Distributed Antenna System) o le small-cells, che permettono di coprire con il segnale mobile aree molto affollate e con problemi di ricezione – all’interno di edifici, stazioni, ospedali, aeroporti, centri commerciali e luoghi di aggregazione.

Va considerato che già oggi un cliente 4G consuma in media 10 Gbyte/mese e che addirittura l’80% dei dati mobili è originato da indoor. Con il 5G è ragionevole pensare che questi numeri cresceranno esponenzialmente: più dati (in media 10 volte più del 4G), più veloci (1-10 millisecondi, circa 10 volte meno degli attuali) e moltissime più connessioni.

Grazie alla sua velocità, capacità di connessione e bassa latenza, la nuova rete potrà agire come un’autostrada che farà da traino a tecniche digitali più avanzate, abilitando lo sviluppo e la diffusione di emerging technologies come l’IoT, la realtà virtuale e aumentata e l’Intelligenza Artificiale che modificheranno profondamente i nostri sistemi di vita quotidiana.

Le città esistono da oltre 5.000 anni e nel 1800 erano abitate dal 2% della popolazione mondiale. Nel 2008 gli abitanti urbani hanno superato i non urbani, nel 2030 il 60% del PIL mondiale sarà prodotto nelle città e nel 2050 avranno 6 miliardi di abitanti, quasi il 70% della popolazione mondiale. Le città italiane devono dunque prepararsi ai grandi cambiamenti demografici, urbani, ecologici, produttivi e sociali che questo comporterà nei prossimi 30 anni.

Le nuove tecnologie avranno innanzitutto un forte impatto sulle città da un punto di vista economico: secondo una ricerca realizzata dalla Luiss Business School e da Unindustria a febbraio 2020 sulla città di Roma, l’impiego di tecnologie 5G nei prossimi 5 anni causerà un aumento del PIL cittadino di circa trenta miliardi di euro.

I benefici non saranno solo economici, ma riguarderanno tutti gli aspetti principali del nostro modo di vivere le città: secondo uno studio del McKinsey Global Institute, le smart cities saranno più sicure (con una riduzione del 10% delle vittime di incidenti stradali e del 30% di furti e rapine), più veloci (con una riduzione del 15-20% per i tragitti medi da casa al lavoro e un risparmio del 45-65% del tempo passato ad interagire con uffici pubblici), più green (con una diminuzione del 10-15% sulle emissioni di gas serra e del 10-20% dei rifiuti non riciclati) e più sostenibili (con l’aumento fino al 3% dei posti di lavoro e un abbassamento della stessa percentuale del costo della vita).

Quindi le reti di quinta generazione, oltre ad accelerare la transizione digitale, ci daranno anche la possibilità di essere più pronti ad affrontare le sfide economiche, sociali e ambientali dei prossimi anni e di trovare risposte più ecosostenibili, accrescendo la sostenibilità delle nostre città. La capacità del 5G di supportare decine di milioni di sensori con comunicazioni in tempo reale permetterà di gestire in modo più efficiente risorse come energia, rifiuti e acqua. Inoltre, una volta a regime, le reti di quinta generazione saranno fondamentali per aiutarci a ridurre le emissioni di CO2 di settori high carbon come l’agricoltura o per diminuire il traffico nelle città.

Ed è qui la vera sfida. Oggi siamo più che mai consapevoli che sostenibilità significa resilienza, competitività e riduzione del rischio: proprio quello di cui abbiamo bisogno per uscire dalla crisi.

Si tratta, insomma, di un’innovazione “trasversale”, capace di attraversare tutti gli strati della società, diffondendo benefici anche in settori o ambiti tradizionalmente distanti dalla digitalizzazione che saranno inevitabilmente reinterpretati e, in alcuni casi, ristrutturati e ripensati dalle fondamenta. Ognuno di questi è un capitolo di un libro unico che viene tenuto insieme dal 5G.

Dunque, occorre non perdere l’occasione, nella fase di ripartenza, di sfruttare le enormi potenzialità offerte dalle tecnologie come il 5G, che ci consentiranno di accelerare i tempi della ripresa e di porre le basi per una nuova società digitale e sostenibile.

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