Salute

Italian barometer obesity report, Pella: “Una attenta politica sanitaria per contrastare l’obesità”

In Italia sovrappeso e obesità interessano 1 adulto su 2 e 1 su 4 tra bambini e adolescenti. I più colpiti sono i bambini e gli adolescenti del Sud (31,9 per cento) e più di un terzo non pratica né sport né attività fisica.
Questi alcuni dati presentati oggi a Roma dall’Italian Barometer Diabetes Observatory Foundation, la prima edizione dell’Italian Obesity Barometer Report realizzata in collaborazione con Istat e con il patrocinio, tra gli altri, anche di Anci e Ministero della salute, a cui ha preso parte il vice presidente vicario di Anci, presidente Intergruppo parlamentare qualità di vita nelle città, sport, salute e benessere e sindaco di Valdengo, Roberto Pella (programma).
“Ritengo che il Parlamento debba porre il tema dell’obesità all’ordine del giorno dei propri lavori quanto prima. Il carattere di emergenza di questa malattia, nelle proporzioni che oggi vediamo illustrate, impone una presa di consapevolezza sulla malattia da parte dei decisori politici, a tutti i livelli: dagli enti territoriali al Parlamento e al Governo, che stabiliscano trattamenti e cure mediche, sostengano l’attività di programmazione a livello di politica sanitaria e la combattano attraverso interventi sociali di comunità”, ha sottolineato Pella.
“L’Intergruppo parlamentare – ha infine aggiunto – nutre la ferma convinzione di poter fungere da interprete e portavoce delle istanze oggi emerse presso le Istituzioni di cui i colleghi membri sono espressione”.
Nel report, oltre alla differenza di diffusione dell’obesità tra Nord e Sud Italia, si riscontra anche un divario tra zone rurali e centri urbani: la percentuale più elevata di persone obese, pari al 12 per cento, si rileva nei piccoli centri sotto i 2 mila abitanti, mentre nei centri dell’area metropolitana tale quota scende all’8,8 per cento. Tuttavia, dal 2001 al 2017, gli incrementi più elevati nelle prevalenze dell’obesità si sono osservati proprio nei centri delle aree metropolitane (da 6,8 per cento a 8,8 per cento) e nelle loro periferie (da 8,2 per cento a 10,9 per cento).

 

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