Educazione Civica

Giachi: “Opportuno rinvio a settembre 2020, si avvicini la legge alle proposte dei sindaci”

“Come Anci abbiamo sostenuto,  nella  nota inviata al presidente del CSPI, la  decisione di non  avviare  la sperimentazione  dell’insegnamento  dell’Educazione civica. La via individuata dal precedente governo rappresentava solo un modo per anticipare l’applicazione di una legge  che, volendo perseguire un obiettivo giusto, lo faceva tuttavia nel modo sbagliato. Ci auguriamo che l’anno di tempo possa servire a migliorare la legge avvicinandola alla proposta dei sindaci e dei territori”. Così la presidente della Commissione Istruzione, Politiche educativa ed edilizia scolastica dell’Anci e vicesindaca di Firenze, Cristina Giachi, sulla decisione del ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, che si è uniformato al parere del Consiglio superiore della Pubblica istruzione che ha detto no alla sperimentazione, già da quest’anno, dello studio obbligatorio dell’Educazione civica, partendo da  settembre 2020 .
Secondo Giachi, “pretendere una svolta educativa senza risorse per individuare gli insegnanti e formarli era ed è velleitario e inutile, tanto più che lo stesso Consiglio superiore ha evidenziato come i professori non sono stati formati e con questo si rischia che il percorso sia frettoloso e senza la valorizzazione che richiede”.
Da parte della rappresentante Anci arriva l’auspicio che questo  anno  sia utile per tarare meglio l’attuazione del provvedimento di legge, in linea con le proposte degli amministratori, quale  componente  indispensabile per  avviare una  forte  collaborazione  sui  territori,  come  evidenziato  nel parere  del CSPI. Continua  Giachi  “Sia  sulle modalità organizzative dell’ora di insegnamento in più, ma anche sui contenuti recuperando i temi dell’antidiscriminazione, e dell’integrazione delle differenze, oltre che della memoria civile”. Il tutto “valorizzando al massimo il lavoro degli amministratori locali il cui impegno – conclude Giachi – da Nord a Sud del Paese è stato decisivo per raccogliere le 100 mila firme necessarie a far arrivare in Parlamento la proposta di legge popolare promossa dall’Anci”.

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