Educazione digitale

Decaro, Appendino e Sala: “La rabbia cresce. Partire dalle scuole per arginare l’odio in rete”

“A volte i social diventano uno sfogatoio in cui tutto è ammesso. Ma scrivere qualsiasi cosa venga in mente per sfogare la propria rabbia o le proprie frustrazioni non è accettabile. Perché dall’altro lato dello schermo ci sono persone in carne e ossa. Per questo ho scritto ai miei colleghi sindaci perché sottoscrivano il manifesto della “Comunicazione non ostile”. E per questo, in un prossimo futuro, ci impegneremo a lavorare anche con le scuole: bisogna partire dai ragazzi e dai bambini che hanno ancora maggior consuetudine con lo strumento dei social”.  Lo ha dichiarato il sindaco di Bari e presidente dell’Anci, Antonio Decaro, intervenendo a “Stile Comune”, meeting organizzato dalla associazione Parole O_Stili al quale hanno partecipato anche i sindaci di Milano, Beppe Sala, e Torino, Chiara Appendino che insieme al presidente dell’Anci da tempo portano avanti la battaglia per una comunicazione libera dall’odio.
“L’emergenza di questi mesi di Coronavirus – ha detto la Appendino – ha messo i sindaci davanti a tante sollecitazioni, ad ansie, a paure. Gestire questi sentimenti non è stato facile, soprattutto nei casi in cui sfociavano in vera e propria rabbia. Non dovevamo essere noi – ha continuato la sindaca di Torino – ad additare l’untore ma essendo noi sindaci il primo terminale dello Stato ci sono stati momenti molto difficili nelle nostre comunità”. Secondo la sindaca di Torino servono infrastrutture, materiali e culturali per arginare l’odio nella comunicazione. “Se io promuovo, ad esempio, la differenziata nel mio Comune – ha spiegato – non riuscirò mai a farla capire se parallelamente non metto in campo un investimento culturale per spiegarla. Serve perciò promuovere una cittadinanza digitale, come abbiamo fatto a Torino, per arginare la rabbia e la frustrazione di chi dissente. Chi amministra ha il dovere di provare a cogliere il senso di rabbia e di paura di chi non la pensa alla tua stessa maniera, favorendo al tempo stesso l’ascolto non per non far cambiar idea alle persone ma per cercare di sradicare l’odio da chi ha una posizione diversa dalla tua”.
“Nel periodo di lockdown – ha detto da parte sua il sindaco Sala – eravamo percepiti con un certo riguardo da parte dei cittadini, anche perché eravamo ogni giorno in ufficio a svolgere quasi un ruolo di vigili sulle opinioni e i giudizi che giravano sui canali social”.
“Con la fine del lockdown la situazione è peggiorata. Rispetto a prima  – ha rimarcato il sindaco di Milano – noto un crescente livello di rabbia, maleducazione e aggressività che si riflette nel linguaggio usato sui social network. Il vero tema è quello di gestire al meglio la comunicazione social bidirezionale verso i cittadini. Non credo che possa esistere una ricetta unica. La risposta non può che arrivare da una formula mista tra educazione culturale dei cittadini che usano questi mezzi di comunicazione di massa ed un insieme di regole, che devono essere fatte rispettare per evitare gli eccessi della comunicazione sui social media”.

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