Energia

Salvemini: “Approvare al più presto Piano di gestione spazio marittimo per sviluppo eolico in mare”

“Adottare ogni iniziativa utile perché il nostro Paese, nell’interesse di investitori e comunità locali, possa presto avere il tanto atteso Piano di gestione dello spazio marittimo, uno strumento che serve per sostenere convintamente lo sviluppo delle rinnovabili a mare e per rispondere all’Europa che dal 2014 ci chiede l’approvazione del piano”. Così il sindaco di Lecce e delegato Anci per Energia e Rifiuti, Carlo Salvemini, in una lettera inviata al ministro per le Infrastrutture Enrico Giovannini in cui si chiede al Governo l’approvazione del Piano di gestione dello spazio marittimo, strumento di pianificazione che individua le aree idonee o non idonee per l’installazione di impianti eolici offshore e ne garantisce l’equilibrata distribuzione sul territorio nazionale.
“La perdurante assenza di una pianificazione di parte pubblica – spiega Salvemini – sta alimentando a livello territoriale contrarietà, conflitti, perplessità anche in quanti sono convinti della necessità di incrementare la produzione di energia da eolico offshore. È quello che sta accadendo in Puglia e nel Salento, per effetto di richieste di parchi eolici nel basso Adriatico, tra Bari e Leuca, senza alcuna considerazione – tra l’altro – dell’impatto cumulativo”.
Ricordando che l’approvazione del Piano è obbligatoria per gli stati europei a seguito della Direttiva 2014/89/UE e che anche il cosiddetto Decreto rinnovabili prevede il Piano come riferimento all’interno dei procedimenti di autorizzazione, il delegato Energia e rifiuti dell’Anci rimarca che “La conseguenza di questa vacatio legis è che a tutt’oggi i meccanismi autorizzatori operano in assenza di regole che stabiliscano la corretta localizzazione dei parchi eolici offshore. In sostanza – aggiunge – l’individuazione dell’area è rimessa ad una valutazione del soggetto proponente, che dopo aver acquisito la concessione demaniale per un determinato sito presenta il progetto ai fini della VIA e del rilascio dell’autorizzazione unica. Il tutto in palese contrasto – conclude Salvemini – con quanto stabilito dal decreto 199del 2017 che prevede ‘una razionale pianificazione degli impianti offshore, preventiva rispetto alla assegnazione in concessione degli spazi acquei dedicati ed attenta ai valori paesaggistici’”.