Cultura

“L’acciaio in fumo”, il libro di Salvatore Romeo vince il Premio Anci-Storia per il 2020

Il 25 settembre scorso, nel corso dell’Assemblea annuale della Società Italiana per lo Studio della Storia Contemporanea, è stato annunciato il vincitore del “Premio Anci-Storia” per il 2020. Il Premio, frutto di una collaborazione fra le due associazioni è dedicato a valorizzare opere riguardanti aspetti, vicende e problemi di storia locale, delle identità territoriali e delle autonomie locali. La scelta è stata effettuata da una commissione coordinata da Donato Verrastro (Università della Basilicata), e composta da Gabriella Corona (CNR – Napoli) e Alessandro Casellato (Università degli Studi Cà Foscari di Venezia) e, per Anci, da Danilo Moriero e Vincenzo Santoro.
Il vincitore per il 2020 è stato il libro di Salvatore Romeo, L’acciaio in fumo. L’ILVA di Taranto dal 1945 a oggi, Donzelli, 2019.

Questa la motivazione:
La “questione Taranto” è diventata centrale nel dibattito pubblico e argomento di cronaca pressoché quotidiana. Essa è l’esito drammatico di un percorso storico lungo e complesso che Salvatore Romeo ricostruisce in questo libro denso e appassionato, in cui lo storico tarantino dà conto in sette capitoli delle vicende che hanno caratterizzato nel lungo periodo lo stretto rapporto tra città e industria.

Il libro è frutto di una ricerca originale che tratta un periodo poco frequentato dagli storici dell’età contemporanea ed è sicuramente uno dei migliori che sia stato scritto negli ultimi anni su argomenti che riguardano il Mezzogiorno d’Italia. I processi di trasformazione e i loro passaggi cruciali sono rappresentati in tutta la loro problematicità e complessità senza cadere mai in facili ideologismi. Il testo si fonda su un solido e ricco apparato di documenti e fonti di varia natura e tratta una grande varietà di temi come il rapporto tra città e industria e la storia della siderurgia pubblica, le politiche per il Mezzogiorno e la storia del movimento sindacale ed operaio, le ricadute della deindustrializzazione e l’insorgere della questione ambientale, gli effetti della deregulation dei mercati e il dissolversi del sistema di valori che avevano caratterizzato il lavoro operaio.

L’acciaio in fumo è un libro “paradigma”, è un modello di come si può fare storia incrociando scale diverse e differenti prospettive di analisi storica (sociale e politica, economica ed ambientale). L’autore riesce a collegare dimensioni spaziali differenti (locale, nazionale, internazionale) e dalla sua analisi emerge nitidamente l’ampio spettro degli attori coinvolti nonché la circolarità dei processi decisionali. Ma è soprattutto un libro che invita a riflettere sul rapporto tra la storia del sistema produttivo e la storia d’Italia nel suo complesso, sul ruolo dell’industria pubblica al di là delle troppo facili e sommarie valutazioni negative, sulle drammatiche ricadute culturali e sociali della fase liberista e su come il nostro paese abbia costruito la sua casuale e sciagurata risposta alla globalizzazione.

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