Accadde in città

Franco Battiato (18 maggio 2021). Cosentino (Milo) e Branduardi: “Musica colta e forti emozioni”

“Battiato, genio tra misticismo, energia e spiritualità, nella sua Sicilia il centro di gravità permanente”. Così Alfio Cosentino, sindaco di Milo, paese dell’Etna dove il compositore–filosofo si era ritirato dopo aver lasciato Milano.
Un compositore eclettico che è riuscito a creare e coniugare generi musicali diversi seppure in completa armonia, passando dalla musica elettronica a quella etnica, dalla sinfonica alla lirica, senza mai eccedere nello stile. Un artista all’avanguardia, e per molti un genio da cui trarre ispirazione, un Maestro influenzato dalle filosofie orientali, dalle tecniche di meditazione e dalla spiritualità, nel desiderio profondo di solitudine e silenzio. Un legame profondo con la sua terra, aveva scelto Praino, piccolo borgo ai piedi dell’Etna a Villa Grazia, per ricordare il nome della madre, casa dove abitava e ritrovo di artisti, luogo silenzioso e accessibile solo agli amici più intimi. Villa Grazia rappresenta, nel mondo culturale italiano un bene di enorme valore e il luogo in cui Battiato ha composto la sua musica, ha approfondito i suoi studi, realizzato i suoi dipinti e raccolto gli oggetti più cari. Un uomo che, oltre la musica, è stato anche per i milesi esempio di grande umanità e generosità.
“A un anno dalla morte – spiega Cosentino – si è aperta una Campagna di crowdfunding, una raccolta fondi promossa dalla Pro Loco del Comune di Milo per sostenere il progetto Milo Battiato Dalla che prevede la realizzazione di una statua in bronzo a grandezza naturale”, i due artisti ritratti insieme tra l’Etna e il mare. Avevano comprato casa a pochi metri di distanza l’uno dall’altro, quello che Battiato definiva il suo luogo dell’anima. E il sindaco conclude: “dal 18 al 22 maggio nel territorio milese è in programma un seminario come omaggio ad un artista che, per sentire il suono del mondo, sapeva ascoltare il silenzio attraverso momenti di raccoglimento e meditazione in diversi linguaggi religiosi e spirituali”.
Con le sue canzoni, tra sperimentazione e innovazione, ha rivoluzionato il mondo della musica italiana: così tra i ricordi di Angelo Branduardi che lo definisce “il suo amico geniale”, due giovani con la musica e l’arte nel cuore, entrambi legati da una profonda spiritualità.
L’artista catanese e il menestrello milanese separati soltanto da cinque anni d’età: “ci siamo incontrati nel 1973 a Roma, al Festival Rock di Villa Pamphili, si esibiva con il cantautore Juri Camisasca, tra loro un lungo sodalizio e una profonda amicizia che durò per anni – spiega Branduardi – io invece mi esibivo da solista”.
Poi i due artisti iniziarono a frequentarsi, soprattutto nella terra etnea, una stretta collaborazione che ha avuto l’apice con L’infinitamente piccolo: “ci vedemmo nel suo studio – precisa – senza aver letto il testo e senza neppure averlo ascoltato. Cantammo insieme Il sultano di Babilonia e la Prostituta, un bellissimo duetto che si è rivelato un successo”. E Branduardi conclude: “questo il ricordo che ho di lui, e mi manca”.

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