• Maggio 23, 2013
di anci_admin

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Finanza locale – Cosimi: “I Comuni rischiano il default, governo ci deve 850 milioni”

"Un taglio da 2 miliardi e 350 milioni  non è sopportabile, come Anci dobbiamo chie...

"Un taglio da 2 miliardi e 350 milioni  non è sopportabile, come Anci dobbiamo chiedere con forza al Governo la redistribuzione di 850 milioni che se restituiti ai Comuni allevierebbero il taglio in maniera importante. Con le code Ici ai Comuni devono essere restituiti 295 milioni, è rimasto fuori il problema degli immobili di proprietà dei Comuni che vale 320 milioni a livello nazionale. Rimangono circa 280 milioni sull’ Imu da restituire ai Comuni".  Lo ha affermato il presidente di Anci Toscana Alessandro Cosimi all’Assemblea dei comuni toscani che si è riunita oggi a Firenze in sede ordinaria e precongressuale per formalizzare la delegazione che il 5 luglio a Roma andrà ad eleggere il nuovo presidente nazionale che sostituirà Graziano  Delrio. 
La platea dei Comuni toscani ha apprezzato che la responsabilità della guida delle procedure verso l’Assemblea del 5 luglio sia stata affidata a Cosimi, ritenendo opportuno che la Toscana possa esprimere un proprio contributo di persone per la guida dell’Associazione a livello nazionale.
Tagli, patto di stabilità, Imu, decreto pagamenti sono i temi su cui si è concentrato l’intervento di Cosimi.
Sul Patto di stabilità "il governo è in grandissima confusione – ha affermato il presidente di Anci Toscana – noi non chiediamo sblocco tout court ma su alcuni settori, per esempio la scuola". Cosimi è tornato poi sull’imminente scadenza del 30 giugno per l’approvazione dei bilanci preventivi: "Anci  ha deciso di non chiedere la proroga, in maniera tale che sia chi ha creato questa situazione ad assumersi la responsabilità di proporla".
"I comuni rischiano di andare in default – attacca Cosimi -. Abbiamo restituito negli ultimi 4 anni e mezzo oltre 9 miliardi . Oggi siamo di fronte a una quantità di taglio che non é sopportabile e l’Anci non può rimanere impantanata nelle larghe intese. Non possiamo rischiare una fase di ulteriore compressione dei servizi a livello locale. L’autonomia finanziaria e di progettazione della comunità sono diventate un peso, un orpello. La Toscana ha tradizione di buona amministrazione ma si trova a vivere una situazione di sofferenza dal punto di vista della di cassa e della competenza perché qualcuno fa scelte che non sono razionali".
Infine l’"ingorgo di settembre", con la Tares e l’eventuale spostamento della rata Imu: "Sull’Imu il Governo si è preso 100 giorni di tempo, ma iniziamo a lavorarci, altrimenti ci sarà uno scivolamento – ha aggiunto Cosimi – Bisogna evitare l’aumento dell’Iva  e non si può certo non rifinanziare la cassa integrazione. Il nostro problema è che i comuni rischiano di essere il vaso di coccio in questa situazione".(com/gp)