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Emergenza Nord Africa – Zanonato: “Soddisfatti dei risultati raggiunti, ma la questione non è ancora risolta”

“Sull’emergenza Nord Africa possiamo dirci soddisfatti dei risultati raggiunti, anche se la questione emergenziale non è del tutto risolta”.
Così il delegato Anci all’Immigrazione e sindaco di Padova, Flavio Zanonato parlando a margine dei lavori della Commissione Immigrazione che si è tenuta ieri presso gli uffici dell’Anci.
Nelle due riunioni, il delegato ha ribadito che “anche se quasi fuori tempo massimo, il Ministero dell’Interno ha dato risposte alle questioni più urgenti sollevate da Anci, a partire dalla prosecuzione delle accoglienze per le categorie vulnerabili e per chi non ha ancora un titolo di soggiorno. Rimane il dato che se gli strumenti per favorire l’integrazione fossero stati disponibili prima della chiusura della gestione emergenziale, molti percorsi si sarebbero potuti attivare prima, con forme più coordinate e strutturate di accompagnamento”. Quali sono le conseguenze? “Non tutte le persone uscite dalle strutture di accoglienza sono pienamente autonome – ha ribattuto Zanonato -. Sul territorio sono ancora molte le persone che necessitano dell’assistenza dei Comuni, con forti migrazioni soprattutto verso i capoluoghi, con una conseguente duplicazione di servizi e spreco di risorse pubbliche”.
Nel suo intervento Zanonato ha anche ribadito l’importanza dello SPRAR quale “unica modalità di gestione dell’accoglienza efficace per l’avvio all’autonomia dei beneficiari e sostenibile per i territori”. Per il delegato resta comunque la necessità di dotare lo SPRAR “della capienza necessaria a rispondere ai bisogni anche in fase emergenziale”, una richiesta avanzata dall’Anci e accolta dal Governo, “che ha garantito di dotare il Sistema di una capienza di 5mila posti rispetto ai 3mila attuali. Con questi numeri si potrebbe evitare di attivare, anche in situazioni di emergenza, queglio interventi di accoglienza a bassa soglia che oggi scontiamo in termini di persone non pienamente integrate”.   

Altra questione aperta, sollevata da molti Comuni in Commissione, è quella dell’accertamento dell’età anagrafica dei minori non accompagnati, una funzione che, essendo di competenza del Ministero dell’Interno, di fatto spetterebbe alle questure, anche se di norma ricade sui Comuni. “Una situazione impossibile da gestire – ha lamentato il delegato – soprattutto per le amministrazioni già penalizzate dai pesanti tagli ai bilanci. Chiediamo dunque, e lo faremo formalmente con una comunicazione al Ministero degli Interni, che tale funzione sia svolta dai soggetti individuati, ovvero le questure, non dai Comuni”. (com)