Accoglienza

Decaro: “Lampedusa laboratorio di pace. Ogni giorno si praticano valori accoglienza e solidarietà”

“Oggi più che mai è importante parlare di pace e farlo in riferimento all’isola di Lampedusa è quanto mai attuale. Fare di Lampedusa un’isola di pace, punto di riferimento per chiunque in Italia e in Europa in tutto il bacino del Mediterraneo, significa mettere per noi un argine contro l’assurdità e gli orrori delle guerre. Lampedusa è l’avamposto dell’Europa, al centro di un grande mare teatro di sofferenze e ingiustizie, circondato da paesi in conflitto e persone in fuga. Noi invece il Mediterraneo lo vogliamo e lo pensiamo in un modo diverso – come diceva il professor Franco Cassano – lo pensiamo in una prospettiva di lotta contro i fondamentalismi. E’ un’idea di umanità nuova, di apertura all’altro. Un’idea di un’Europa aperta e accogliente”.  Con queste parole il presidente di Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro ha voluto dare il suo messaggio nel corso del meeting internazionale “Lampedusa, isola di Pace”. L’evento è promosso dall’amministrazione comunale di Lampedusa e Linosa per avviare un percorso di pace nel cuore del Mediterraneo.
“Voi cittadini e amministratori – ha proseguito Decaro – fate e avete fatto moltissimo, dovete essere aiutati perché sostenete in prima battuta una prova di civiltà che ci riguarda e che ci qualifica tutti. Pensare a Lampedusa come isola di pace significa anche dire al mondo da che parte stiamo. L’Europa è chiamata a sostenere una prova drammatica: battersi per la pace, che in questi giorni vuol dire battersi anche per l’Ucraina per il suo popolo martoriato, per le sue legittime istituzioni, e il suo territorio violato colpito da una aggressione ingiustificata. I nostri popoli sono chiamati ancora una volta ad accogliere. Stiamo aprendo le braccia ai bambini, alle donne e agli anziani che scappano dalla guerra in maniera concreta. Stiamo aprendo le nostre città, i luoghi di cura, di assistenza, le nostre scuole e anche le nostre case”.
E sull’impegno dei Comuni il presidente dell’Anci ha voluto ricordare il grande sforzo dei sindaci e l’attenzione verso le persone più vulnerabili in arrivo nel nostro paese.
“In Italia le amministrazioni comunali sono impegnate in prima linea in questa straordinaria opera di soccorso, di accoglienza. Dopo una prima fase che ha visto prevalentemente ricongiungimenti all’interno di famiglie ucraine già residenti in Italia, il flusso di persone in arrivo non si arresta ed è formato dalle categorie più vulnerabili soprattutto minori stranieri non accompagnati di cui noi sindaci siamo responsabili. Come Anci abbiamo chiesto e ottenuto regole più chiare e omogenee su tutto il territorio nazionale. Adesso abbiamo bisogno di maggiori risorse perché l’accoglienza non sarà per un periodo breve ed è fatta di molte necessità a cui noi Comuni dobbiamo far fronte”.
Lampedusa è il laboratorio di pace più importante che abbiamo – ha concluso il presidente di Anci – dove i valori di solidarietà e accoglienza si praticano ogni giorno. Grazie a Lampedusa mandiamo al mondo una testimonianza di pace: dal cuore del Mediterraneo fino alle pianure dell’Europa dell’Est”.