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100 anni, Carrà (sindaco Motta Sant’Anastasia): “Di Stefano tenore figlio passionalità siciliana”

“Giuseppe Di Stefano, un uomo con un’immensa vocazione artistica al servizio della musica e del canto”. Parole di Anastasio Carrà, sindaco di Motta Sant’Anastasia, nel centenario (24 luglio 1921) della nascita del grande tenore, la Voce d’oro della lirica italiana.
“Un artista figlio di questa terra, unito da un legame profondo – spiega il primo cittadino –”. Qui nacque il tenore che, dai più famosi teatri, con incantevole fraseggio e smagliante voce, accordò emozioni di vita, sentimenti di bellezza e di passionalità siciliana – si legge nella lapide in sua memoria -.
Una voce ineguagliabile, dopo il suo debutto ufficiale nel 1946 a Reggio Emilia, cavalcò tutti i più grandi teatri del mondo diventando un tenore di fama internazionale. Particolarmente stretto il sodalizio artistico con Maria Callas, sono stati sempre considerati La coppia del bel canto.
“I mottesi – precisa Carrà – non finiranno mai di sdebitarsi con il grande Maestro che con il suo fascino artistico portò la nostra piccola comunità nel mondo. Intorno alla nascita del grande tenore – racconta il sindaco – una fonte inesauribile di favole e leggende: si tramanda che, il 24 luglio di cent’anni fa, tra i vagiti di un neonato suonarono tutte le campane del paese, formando un suono che era armonia. Le colombe si alzarono in aria – continua – e il loro fragoroso fruscìo annunciò che stavano cucendo per il neonato il vestito delle feste. Da quel giorno – conclude il sindaco – Motta Sant’Anastasia divenne il paese natale di Pippo Di Stefano”.

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