Protezione civile

Masetti: “Necessaria una comunicazione omogenea e la pianificazione digitale dell’emergenza”

Il sistema IT-Alert, la direttiva indiri​zzi per la predisposizione dei piani di protezione civile, la direttiva sullo schema di delibera di consiglio comunale per i gruppi comunali di volontariato di protezione civile e l’ordinanza sui riconoscimenti per il personale di protezione civile dei Comuni impegnato nell’emergenza sanitaria. Sono stati i temi al centro della riunione della Commissione politiche ambientali territorio e protezione civile che si è svolta venerdì 30 ottobre in video conferenza. A presiedere i lavori il presidente della Commissione e sindaco di Parma, Federico Pizzarotti e il neodelegato Anci alla protezione civile e sindaco di Montelupo Fiorentino, Paolo Masetti.
“Il sistema IT-Alert – ha spiegato il presidente Pizzarotti – è una piattaforma fornita dal governo per l’allertamento dei cittadini tramite celle telefoniche per agganciare direttamente le persone nell’area interessata dall’evento critico. È necessario però chiarire che tipo di governo deve avere questo software: si tratta di un sistema che deve essere fornito a livello centrale con la possibilità di prevedere che messaggi di allerta arancione e rossa possano partire in automatico per uniformare e agevolare il comportamento dei sindaci”.
La direttiva sul sistema IT-Alert definisce sostanzialmente i contenuti ma bisogna focalizzare l’attenzione sulle indicazioni operative, come ha precisato il neodelegato Anci alla protezione civile, Paolo Masetti.
“Bisogna arrivare ad una comunicazione omogenea a livello nazionale, il cittadino a prescindere da dove si trovi, deve avere lo stesso tipo di comunicazione per poter mettere in campo azioni di autoprotezione”.
In questa direzione, “le indicazioni operative – ha proseguito Masetti – devono essere sufficientemente elastiche per garantire l’uso di questo sistema anche in considerazione delle criticità locali non necessariamente legate alle emergenze nazionali. Due anni di sperimentazione di questo sistema saranno quindi utili per capire come impatta su ogni singolo amministratore sia in un grande che in un piccolo Comune”.
Nel corso della riunione spazio anche ai temi legati ai piani di protezione civile e alla costituzione dei gruppi comunali di volontariato su cui, nello specifico, Pizzarotti ha posto l’attenzione sulla necessità di “uniformare i piani di protezione civile e la possibilità di arrivare ad uno schema di delibera per gruppi di volontariato, per i quali bisogna definire una tipologia standard utile soprattutto per i Comuni piccoli che non hanno una struttura ad hoc per entrare nel merito delle questioni legate alla costituzione del gruppo”.
Durante la riunione i partecipanti si sono confrontati sulla direttiva indirizzi dei piani di protezione civile che supera l’idea del piano di emergenza con l’obiettivo di accrescere in fase ordinaria la consapevolezza del rischio e mettere a fattor comune le risorse disponibili per una strategia condivisa. Restano però diverse questioni aperte come quelle legate ai COC (Centro operativo comunale) per il coordinamento dei sevizi di soccorso e assistenza.
“I Comuni, soprattutto quelli più piccoli – ha spiegato il delegato Anci sintetizzando la voce degli amministratori intervenuti – necessitano di strumenti per gestire i centri di coordinamento. Questione a cui si aggiunge l’urgenza di attivare una pianificazione digitale per poter usare bene i dati e far dialogare i piani di area vasta per una programmazione più efficace”.
In chiusura dei lavori attenzione anche al tema delle risorse del recovery fund e della questione della formazione del personale indispensabile per la gestione delle emergenze.

“Anci si impegnerà – ha concluso Masetti tirando le fila della riunione – anche attraverso il recovery fund, perché si affronti il tema dei piani di protezione civile per aumentare la capacità di risposta alle calamità naturali dei territori soprattutto dei piccoli Comuni che scontano problemi di personale e di strutture”. Tema a cui si deve aggiungere anche quello della formazione.
“Oggi le figure storiche di protezione civile si stanno esaurendo, abbiamo bisogno di un vivaio di giovani su cui investire. C’è bisogno di un piano di formazione nazionale che deve coinvolgere anche i sindaci in quanto autorità non solo di pubblica sicurezza e sanità ma anche e soprattutto di protezione civile”.

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