Coronavirus

I Comuni italiani al tempo dell’emergenza – Le iniziative della rete di accoglienza del Siproimi/2

Stare accanto delle persone più vulnerabili attraverso iniziative come la “spesa sospesa” o la realizzazione di mascherine o anche semplicemente la consegna della spesa a casa soprattutto agli anziani. Sono solo alcuni dei piccoli grandi gesti che le persone in accoglienza e gli operatori dei progetti Siproimi stanno facendo per le proprie comunità. Così nei progetti Siproimi dei Comuni di Campo Calabro, Laganadi, Melicuccà, Sant’Alessio e San Roberto, della provincia di Reggio Calabria – gestiti dall’Associazione Coopisa Cooperazione in Sanità – operatori e rifugiati hanno ideato e realizzato delle mascherine in tessuto, usando materiali da riciclo, lavabili e riutilizzabili per i cittadini. Il progetto Siproimi sta documentando, passo passo, le fasi della realizzazione sul proprio profilo Instagram.
La solidarietà non finisce qui: le persone in accoglienza stanno producendo anche schermi di protezione in plastica da donare agli operatori dell’area sanitaria della casa circondariale reggina di Arghillà.

Anche la sartoria sociale Atelier Acanthus, nata da un progetto di integrazione del Siproimi di Latina, ha iniziato a fare mascherine protettive in cotone. “Abbiamo letteralmente creato il prodotto – fanno sapere – utilizzando stoffa di cotone a doppio strato, tra l’altro lavabile, per avere una prima protezione sul viso”. Le donne dell’Acanthus, vista l’emergenza epidemiologica, hanno realizzato, all’interno del proprio laboratorio, centinaia di mascherine di protezione, con lo scopo di donarle al Comune di Latina. La sartoria ha inoltre aderito al progetto Italia is one lanciato dalle sartorie di quattro carceri milanesi – San Vittore, Opera, Bollate, Monza – che produrranno mascherine igieniche per fronteggiare l’emergenza Covid-19.

Anche nel progetto Siproimi di Matera il desiderio di rendersi utili in un momento così difficile per l’intera comunità ha spinto i ragazzi in accoglienza e gli stessi operatori ad avviare una piccola produzione di mascherine realizzate con tessuti africani.

Le mascherine – che vengono tagliate, cucite, lavate a 40° e stirate con ferro a vapore a 100° – sono realizzate con due strati di cotone: quello interno è apribile per permette l’inserimento di un panno filtrante. Il prodotto finale è lavabile per poter essere igienizzato e il filtro può essere giornalmente sostituito. 

Chianche, invece, piccolo paesino della provincia di Avellino, il market di comunità AlimenTiamo consegna la spesa a casa alle persone più anziane del paese. Il ragazzo delle consegne (“il ragazzo del market”, come lo chiamano in paese) è Yaya, accolto nel Siproimi di Chianche dal 2017 come richiedente asilo. Conseguita la terza media, Yaya segue ora i corsi di lingua italiana e tutti i laboratori del Siproimi ed è socio della Cooperativa di comunità “Tralci di Vite” dall’ottobre del 2019.


“Nessuno è mai diventato povero donando”. Con questa citazione di Anne Frank, il progetto Siproimi di Tiggiano, della provincia di Lecce, insieme al Comune ha promosso l’iniziativa della Spesa sospesa.  Obiettivo è quello di sensibilizzare le persone al dono e alla solidarietà reciproca al di là del bisogno. Verranno disposti dei contenitori nei supermercati aderenti all’iniziativa per raccogliere beni alimentari da donare alle famiglie meno abbienti individuate dall’ufficio per l’assistenza sociale del Comune dando priorità a chi non percepisce reddito o sussidi.

Anche ad Andrano è partita l’iniziativa della Spesa sospesa grazie alla stretta sinergia tra Siproimi, Comune e Gus: i prodotti donati potranno essere richiesti dai cittadini contattando i servizi sociali del Comune. 

Il progetto Siproimi di Venafro, infine, nella provincia di Isernia, sta realizzando tre progetti sui temi del riciclo, dell’arte e del giardinaggio, in altrettante strutture che ospitano i migranti nel periodo di accoglienza e integrazione (“Quarantena Produttiva”, “Art Competition” e “Combattiamo il Coronavirus curando la terra”). Nel rispetto delle distanze che l’emergenza sanitaria richiede, l’intento è quello di proseguire le “normali” attività per fronteggiare, anche sotto il profilo psicologico, questo difficile momento.

Leggi la prima parte del reportage dai progetti Siproimi