Coronavirus

I Comuni italiani al tempo dell’emergenza – Le esperienze di offerta didattica a distanza 

La sospensione dell’attività didattica in tutta Italia ha portato prepotentemente all’attenzione il digitale come strumento in più, che non solo po’ dare un valore aggiunto alla didattica tradizionale ma, come in questo caso, la sostituisce in toto. Senza perdere tempo, da subito in molti Comuni, assessorati, istituti e insegnati si sono attivati per non far perdere l’anno scolastico e far seguire, per quanto possibile, ai bambini e ai ragazzi il normale percorso di studi. La scuola italiana, in questo senso, si sta scoprendo una comunità competente, che non si scoraggia e, anche se con dei limiti oggettivi dettati dall’emergenza, capace di portare avanti la propria mission educativa.

A Napoli, l’Assessorato alla scuola e all’istruzione è intervenuto con diverse iniziative in ausilio delle scuole e delle fasce più fragili, agendo per non interrompere le azioni educative e assistenziali rivolte ai minori, ma per riconvertirle in modo efficace. Tra le buone pratiche messe in campo e in fieri, soprattutto per ripercorrere e colmare la distanza tra quei ragazzi cui la DaD (il canale formativo delle scuole dedicato ai docenti e alle famiglie con il supporto delle istituzioni) può essere un modo per mantenere un legame con la scuola e quanti invece rischiano, perché privi di una buona mediazione familiare o perché già dotati di strumenti culturali più fragili,  di essere in questo momento “dispersi due volte”, si sta costruendo un catalogo di strumenti  e  risorse  comunali, accessibile a scuole, educatori e famiglie, per il sostegno dell’educazione a distanza, con particolare attenzione a raggiungere le alunne e gli alunni dalle carriere scolastiche più fragili o che vivono condizioni di povertà educative tale da non consentire pari opportunità di accesso alle lezioni on line o alle altre opportunità proposte in remoto.

Si sono altresì individuati strumenti e operatività rivolte agli alunni e alle alunne con background migratorio e si sta lavorando per mantenere e riconvertire, tramite riprogettazione, i tavoli di co-progettazione sui temi della povertà educativa, con la partecipazione di scuole, soggetti del civismo attivo e del privato sociale e servizi sociali territoriali, per “agganciare” gli studenti più in difficoltà e mantenere viva l’osservazione sull’impatto dell’emergenza sul sistema scuola e sul diritto allo studio di alunne e alunni, anche per una rilevazione costante dei bisogni su cui aggiornare pratiche e progetti. Un’attività serrata, quindi, che prevede anche la creazione di un apposito sito web, #CONNESSI ALLA SCUOLA, che funga da collettore tra le varie voci di studenti, docenti, associazioni, e un servizio di supporto per il ritiro e la consegna di tablet, avvalendosi di mezzi di trasporto e del personale della Napoli Servizi partecipata del Comune, agli alunni che ne sono sprovvisti o difficilmente raggiungibili, in modo da non costringere alla mobilità le loro famiglie.
Infine, una pagina web La Salute è in casa realizzata insieme agli assessorati alla salute e ai giovani, con collegamenti giornalieri con psicologi/psicoterapeuti, tecnologi alimentari, medici pediatri e sportivi, per rispondere alle domande dei cittadini da casa, dare loro consigli sulla salute, i corretti comportamenti alimentari, l’attività motoria in casa e su come affrontare le problematiche dei ragazzi disabili privi di assistenza.

A Torino, l’Assessorato all’istruzione e all’edilizia scolastica, nel periodo di emergenza sanitaria, ha disposto che le famiglie saranno interamente rimborsate per le prestazioni non usufruite e non pagheranno i servizi fino a quando non saranno riaperti. Rispetto ai servizi educativi, il Comune ha messo in campo diverse attività  e tra queste ha creato un modello tutto nuovo che vuole rispondere alle esigenze formative dei più piccoli durante questa emergenza legata al coronavirus: La Didattica della Vicinanza  (Guarda il video messaggio della sindaca Chiara Appendino e dell’assessora all’istruzione, Antonietta Di Martino). Nella pagina si trovano link e materiali realizzati da nidi, scuole infanzia, Cesm (Centri Educativi Specializzati Municipali) e laboratori comunali. Si tratta di materiale utile anche a insegnanti ed educatori nell’ottica di creare rete e comunità nell’affrontare questo momento con spirito positivo e creativo. È attiva, inoltre, la pagina facebook dei Servizi Educativi. Per i nidi e le scuole di infanzia, invece, si propongono webinar gratuiti e verrà approfondito l’uso di strumenti di collaborazione on-line per la didattica digitale e
due interventi specifici sul lessico Montessoriano.
A Pisa, i servizi educativi del Comune hanno realizzato dei video per stare vicini ai bambini e bambine dei nidi d’infanzia (da 0 a 36 mesi) e scuole dell’infanzia (da 3 a 6 anni) che sono a casa. Il progetto “A casa con voi” è nato in modo spontaneo dalle educatrici di un nido della città ed è stato messo immediatamente messo a sistema dall’assessore alle politiche socioeducative e scolastiche Sandra Munno che ne ha rilevato la virtuosità e l’importanza per i bambini che in questo modo possono mantenere un legame, seppur virtuale, con gli insegnanti.
Così, come succede con le buone idee, si sono coinvolti anche gli educatori degli altri nidi cittadini che stanno producendo e pubblicando video sul canale ufficiale di YouTube del Comune di Pisa, con una playlist dedicata “A casa con voi”, appunto, dove si possono trovare favole, canzoni e attività varie per disegnare e giocare a casa.

Un piccolo Decamerone ai tempi del Coronavirus è, invece, l’attività portata avanti dal Comune di Lunivate (Varese). I bambini sono invitati a raccontare queste settimane a casa con disegni scuola dell’infanzia e 1 e 2 della scuola primaria) e racconti scritti (3, 4 e 5 scuola primaria). Tema “il nuovo tempo libero”. Gli elaborati andranno a comporre, come in un novello “Decamerone” un vero e proprio libro. Un’idea già proposta da alcune realtà scolastiche che Lunivate ha ripreso e rielaborato a partire dall’opera di Boccaccio che narra di un gruppo di giovani che per dieci giorni si trattengono fuori da Firenze per sfuggire alla peste nera e che a turno si raccontano delle novelle. Gli elaborati, valutati dalle insegnanti, diventeranno, con il sostegno del Comune, un libro. Un’attività ludica che si affianca alla didattica a distanza.

Il Comune di Macerata si è, intanto, attivato per dare nuovi servizi e iniziative per mantenere vivo il contatto e i legami della comunità educante con i bambini dei nidi e delle scuole infanzia del territorio. Operativo da diverso tempo con il progetto di formazione e progettazione partecipata QUIsSI CRESCE!, finalizzato alla valorizzazione degli spazi all’aperto dei nidi d’infanzia comunali, il Comune, facendo perno sulla rete di enti e associazioni per l’infanzia costruita negli anni, si è concentrato su nuove forme di comunicazione anti-isolamento. Alcuni istituti hanno così avviato la realizzazione di una serie di video registrati dalle insegnanti e inviati, tramite social e whatsapp, a ogni famiglia e messo, al contempo, a disposizione materiale e video fruibili attraverso i siti web delle scuole. E per coloro che non sono dotati di mezzi digitali, anche una newsletter che sarà stampata e inviata direttamente a casa. Infine, è stato realizzato un servizio di supporto psicologico gratuito attraverso professionisti che sono a disposizione gratuitamente di chi ne avesse necessità.

Uno spazio online dedicato ai genitori è, per concludere, la buona pratica realizzata dal coordinamento dei servizi per l’infanzia del Comune di Foligno, dove sono messi a disposizione consigli e attività da fare insieme in famiglia. Uno spazio online chiuso utilizzando la piattaforma EDMODO – piattaforma educativa diffusa a livello mondiale con una seria regolamentazione della privacy – accessibile solo agli utenti che ne facciano richiesta scrivendo una mail a nidi@comune.foligno.pg.it. Il servizio garantisce almeno un contenuto al giorno prodotto dalle educatrici che volontariamente hanno deciso di aderire all’iniziativa al fine di sostenere i genitori e continuare a fare sentire ai bambini la loro vicinanza.