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Zone franche urbane – Fanelli: “Bene nuovo decreto, ma benefici siano estesi a tutte le città già individuate”

“La decisione di far ripartire il treno delle zone franche urbane è una importante boccata di ossigeno contro la crisi. Tuttavia, nel decreto predisposto dal ministero dello Sviluppo restano alcuni punti critici, sull’estensione del provvedimento circoscritta solo ad alcune Regioni, e sulla durata degli sgravi limitata a cinque anni”. Lo afferma Micaela Fanelli, sindaco di Riccia e delegata Anci alle Politiche comunitarie, sul decreto pubblicato la settimana scorsa in Gazzetta ufficiale, che attiva le 33 zone franche urbane di Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, con le risorse riprogrammate dei fondi Ue del Piano di Azione Coesione. I risvolti del decreto, cui seguiranno dei bandi nazionali concordati a livello regionale, è stato al centro di una riunione operativa svoltasi oggi pomeriggio in Anci, tra i rappresentanti del ministero dello Sviluppo economico ed i sindaci e gli amministratori di alcune città interessate al provvedimento.
“Lo sblocco del provvedimento ci soddisfa, anche se arriva in ritardo e usando risorse già presenti nel circuito finanziario”, osserva Fanelli che lamenta in modo particolare l’esclusione di Abruzzo, Basilicata e Molise, dall’elenco delle Regioni beneficiarie. “Le zone franche urbane di queste Regioni – sottolinea – devono assolutamente fruire degli stessi sgravi fiscali delle altre, sia per una questione di equità, che di rispetto verso le aspettative sollevate nei territori dalle precedenti decisioni sulle zone franche urbane”.
Quanto poi al tenore degli sgravi, la delegata Anci stigmatizza il fatto che “le esenzioni dalle imposte sui redditi e dai contributi previdenziali non è completo, visto che lo ‘sgravio’ verrà nettizzato soltanto per cinque anni”. Mentre, a causa del  meccanismo di ripartizione che tiene conto delle richieste avanzate al ministero, “i benefici avranno un importo molto minore rispetto a quanto previsto in origine, rivelandosi – osserva l’esponente Anci – una sorta di contributo una tantum”.
Ciononostante, per Fanelli esistono gli spazi per migliorare al massimo l’applicazione del decreto. “L’Anci promuoverà azioni di coordinamento con le quattro Regioni interessate dal provvedimento, mentre la nostra struttura tecnica – ribadisce – è pronta a sostenere i Comuni nella definizione delle priorità di intervento e di criteri procedurali omogenei”.
Un percorso verso l’affinamento operativo del decreto appena pubblicato che, auspica la delegata Anci, troverà un valido alleato nel ministro per lo Sviluppo economico Zanonato. “La sua esperienza di amministratore locale ed in Anci, oltre alla sua conoscenza di questi temi, – conclude Fanelli – sono un importante viatico per avviare un proficuo confronto, con l’obiettivo di migliorare l’attuazione del provvedimento nei suoi aspetti burocratici”. (gp)