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Zero Carbon Cities, incontro a Modena del progetto che studia strategie per ridurre le emissioni

Si è svolto oggi l’incontro del gruppo partecipativo locale del progetto URBACT Zero Carbon Cities sul tema della neutralità climatica, che vede la città di Modena capofila di un gruppo di altri sei Comuni europei in Belgio, Croazia, Estonia, Germania, Regno Unito, Romania. Obiettivo del progetto è sostenere le città partecipanti nella definizione di obiettivi basati su un approccio scientifico, di riduzione delle emissioni di carbonio e nella elaborazione di Piani d’azione a zero emissioni di carbonio, in modo da contribuire pienamente all’attuazione degli Accordi di Parigi e alla nuova visione strategica dell’UE in tema di zero emissioni nette al 2050. Nello specifico l’incontro, svoltosi in streaming, è servito a selezionare alcune azioni su diversi temi, tra cui mobilità energie innovabili, agricoltura urbana ed ecologia che costituiranno la base di quello che si chiama piano d’azione integrato, che poi ogni singola città si impegnerà per attuare per nei prossimi anni per ridurre ‘l’impronta di carbonio’.
“Questo progetto come altri sostenuti da Urbact conferma il ruolo decisivo delle città per l’attuazione degli accordi di Parigi sul clima e per tutte le azioni di sviluppo sostenibile, temi che sono al centro dell’azione di parecchie città italiane coinvolte nelle reti Urbact, tra cui Siena, Messina, Salerno e Reggio Calabria”, evidenzia Simone D’Antonio responsabile Anci/Urbact. “Queste città stanno lavorando in maniera efficace proprio perché c’è una forte collaborazione tra gli attori del territorio e l’amministrazione locale”.
Ma l’Anci è impegnata anche “nel suo ruolo di coordinatore della rete nazionale di trasferimento di buone pratiche proprio sul tema ambientale che coinvolge – sottolinea D’Antonio – gli attori della cultura e dell’arte per ridurre le emissioni nocive e contrastare il cambiamento climatico”.
Altrettanto importante è poi la possibilità di ‘progettare insieme’ con tutti gli attori del territorio. “Questo tema sarà strategico non solo all’interno della rete Urbact e dei grandi programmi europei che coinvolgono l’Anci”, rileva D’Antonio. Ma “sarà al centro del Recovery Plan e delle politiche di coesione diventando l’orizzonte su cui ci si muoverà nei prossimi anni per la costruzione di città più verdi, più giuste e più produttive. Un traguardo che – conclude – sarà possibile solo coinvolgendo le amministrazioni locali e gli attori dinamici del territorio”.