• Maggio 24, 2019
di Emiliano Falconio

Tipicità locali

Venezia nel progetto ‘Slow Food-Ce’ per la valorizzazione delle eccellenze gastronomiche europee

Il principale obiettivo del progetto è il miglioramento delle capacità degli attori locali nella tutela e promozione del patrimonio immateriale del cibo, in una prospettiva di sostenibilità economica, ambientale e sociale. Cinque città per sviluppare il concetto di “nuova gastronomia”
Venezia nel progetto ‘Slow Food-Ce’ per la valorizzazione delle eccellenze gastronomiche europee

Venezia per l’Italia, Dubrovnik (Croazia), Brno (Repubblica Ceca), Kecskemét (Ungheria), e Cracovia (Polonia). Sono queste le cinque città coinvolte nel progetto “Slow Food-CE Culture, Heritage, Identity, Environment and Food, finanziato da Interreg CENTRAL EUROPE (CE)” e quindi mappate per individuare i prodotti più rappresentativi del patrimonio gastronomico locale.
Venezia, che il prossimo autunno ospiterà i Venice Food Days per scoprire il sapore autentico della città e promuovere la cucina e i prodotti locali, tra i suoi tanti prodotti presenta la schia della Laguna, un piccolo crostaceo di colore grigio, servito generalmente fritto e accompagnato con polenta bianca.
Brno ha scelto la mela Panenské Ćeské, una varietà particolarmente resistente e saporita, dotata di ottima conservabilità e adatta al consumo diretto. La Croazia punta sulla Malvasia di Dubrovnik. Kecskemét, nota come il “frutteto dell’Ungheria” grazie alla peculiare struttura del suolo e all’abbondante luce solare di cui gode, ha selezionato l’albicocca Hankovszky, la più pregiata tra le molte varietà locali. Per quanto riguarda Cracovia, la scelta è andata sull’Obwarzanek krakowski, una ciambella realizzata in pasta di pane, bollita e cosparsa di semi di papavero, sesamo o formaggio prima della cottura in forno.
Il principale obiettivo del progetto è il miglioramento delle capacità degli attori locali nella tutela e promozione del patrimonio immateriale del cibo, in una prospettiva di sostenibilità economica, ambientale e sociale. Le cinque città coinvolte sono i luoghi ideali per sviluppare il concetto di “nuova gastronomia” promosso da Slow Food: un approccio multidisciplinare al cibo, che riconosce le forti e profonde connessioni tra gli alimenti, il pianeta e le persone.


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