Buone pratiche

Urbact a Bari. Le voci in conferenza stampa degli esperti e addetti ai lavori

“Sono orgogliosa di essere qui a presentare la quarta edizione del Festival Urbact al fianco di Paolo Verri, che non ha bisogno di presentazioni in quanto è uno dei maggiori esperti dello sviluppo urbano in Italia e in Europa, e Simone D’Antonio, che rappresenta l’Urbact Point Italia”. Così l’assessora ai Fondi comunitari del comune di Bari, Paola Romano. Intervenuta nel corso della conferenza stampa di presentazione della quarta edizione del Festival delle Buone Pratiche URBACT.
“Dal 2017, quando Bari ha scelto per la prima volta di partecipare ad Urbact – ha ricordato – questo programma e questo festival hanno rappresentato un appuntamento imperdibile per costruire reti lunghe con le città italiane ed europee impegnate in percorsi di innovazione sociale e rigenerazione urbana. Nel 2017 abbiamo costituito la prima rete con due città per molti versi simili alla nostra, Lisbona e Aalborg, e da quell’esperienza abbiamo imparato moltissimo, aprendo un confronto qualificato sul riutilizzo degli immobili pubblici nei quartieri periferici da realizzare attraverso la partecipazione dal basso. Proprio da lì è nata parte della programmazione che poi abbiamo portato avanti negli ultimi anni a Bari e che ha determinato dei cambiamenti nella geografia dei quartieri e della socialità delle persone, come nel caso del bistrot etnico nato negli spazi del Redentore in cui lavorano donne migranti fuggite da Paesi in guerra che propongono piatti del mondo a prezzi popolari. “Per me è sempre un onore, oltre che un piacere, tornare a Bari, dove c’è una classe dirigente di alto livello in grado di parlare ad altre città italiane ed europee di buone pratiche – ha commentato da parte sua Paolo Verri, esperto di sviluppo urbano e già direttore del Piano strategico di Torino e di Matera capitale europea della Cultura 2019. “Al 2030 in 15 città del mondo si concentreranno il 30% della ricchezza globale e il 12% della popolazione mondiale. In questo scenario l’Europa sta vivendo una grave contrazione demografica con un invecchiamento sempre più spiccato, mentre si registra una tendenza contrapposta dall’altra parte del Mediterraneo, dove nei prossimi dieci anni si stimano 1 miliardo 400 mila nuovi abitanti, l’8% dei quali diventeranno sicuramente migranti. Sappiamo, dunque, che ci attende un lavoro straordinario sulle nostre città e sul sistema Paese tutto: è quindi tempo di stringere un patto più grande fra le città che rappresentano il motore del pianeta, la condizione di pace del mondo, l’opportunità di sviluppo per i giovani e il luogo in cui avere cura degli anziani”.
Le conclusioni della conferenza stampa sono state affidate a Simone D’Antonio del National URBACT Point di Anci. “L’obiettivo di questo festival è raccontare le soluzioni urbane praticate in questi anni, aprendo il racconto non solo agli addetti ai lavori ma a tutti i cittadini e categorie interessate. Anche quest’anno la scelta dei luoghi del festival non è casuale, rappresenta infatti il grande lavoro di rigenerazione urbana in corso, in questo caso negli spazi culturali della città. Parleremo in particolare delle tre dimensioni dello sviluppo urbano sostenibile: le città verdi, le città produttive e le città inclusive, giuste. Saranno i rappresentanti di venti città italiane partner dei network Urbact a parlare delle esperienze messe in campo non solo con riferimento al nostro Paese ma anche all’Europa,
Nel corso del festival saranno fornite le prime anticipazioni sul prossimo programma URBACT IV a valere sulla programmazione 2021-2027 e sui bandi in uscita in autunno.
L’evento si svolgerà tra il Museo Civico e la Biblioteca metropolitana De Gemmis – complesso di Santa Teresa dei Maschi (auditorium e terrazza), promuovendo così un’interazione costante tra i temi dell’evento e gli spazi culturali recentemente valorizzati nel percorso di rigenerazione urbana del capoluogo pugliese.
Funzionari e amministratori delle città italiane URBACT sono i veri protagonisti dell’evento che negli ultimi anni ha rafforzato lo spirito di comunità tra gli artefici dei progetti di innovazione e offerto spunti e indicazioni utili ad amministrazioni, professionisti e cittadini attivi per consolidare sui territori esperienze di valore europeo.

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